Vitamina D, qual è l'errore da non commettere a tavola che può azzerare tutti i benefici
di Marco Reda
Ecco qual è l'errore più comune che si commette a tavola e può compromettere i benefici della vitamina D
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Perché la vitamina d è fondamentale per ossa e sistema immunitario ma spesso non viene assorbita correttamente dall’organismo
La vitamina D svolge un ruolo essenziale per il corretto equilibrio del calcio e per il buon funzionamento del sistema immunitario, tuttavia la sua efficacia dipende molto da come viene assunta. Non basta infatti integrare questa sostanza per ottenere benefici: è fondamentale che l'organismo riesca ad assorbirla e trasformarla nella forma attiva. Proprio qui si nasconde uno degli errori più frequenti, spesso commesso a tavola e senza rendersene conto. Ecco cosa non va fatto per evitare di annullare gli effetti della vitamina D, come riportato da My-PersonalTrainer.it.
L'errore da evitare
Uno degli errori più comuni riguarda l'assunzione della vitamina D a digiuno oppure insieme a pasti poveri di grassi. Questa pratica, apparentemente innocua, è in realtà una delle principali cause di scarso assorbimento. La vitamina D, infatti, è liposolubile e segue gli stessi meccanismi dei grassi alimentari: per essere assimilata ha bisogno della presenza di lipidi che stimolino la produzione di bile; senza questo processo non si formano le micelle necessarie al trasporto della vitamina attraverso la mucosa intestinale. Il risultato è che la sostanza non entra nel circolo sanguigno e viene eliminata dall'organismo. Anche una colazione composta solo da caffè o zuccheri, inoltre rappresenta una condizione sfavorevole.
Perché è sbagliato
Il motivo di questa inefficacia risiede nella farmacocinetica della vitamina D. A differenza delle vitamine idrosolubili, il colecalciferolo necessita di un ambiente ricco di grassi per essere correttamente assorbito. Nel lume intestinale la presenza di lipidi attiva la colecisti, la quale rilascia acidi biliari indispensabili per la formazione delle micelle. Solo attraverso queste strutture la vitamina può essere trasportata nel sistema linfatico e, successivamente, nel sangue. In assenza di grassi, soprattutto nel caso di formulazioni solide come compresse o polveri, il processo si blocca. Questo significa che, anche assumendo dosi corrette, i livelli ematici non aumentano.
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Come assumere vitamina D al meglio
Per evitare questo errore è fondamentale associare l'assunzione della vitamina D a un pasto che contenga una quota adeguata di grassi “buoni". Non servono quantità eccessive: bastano alimenti come olio extravergine d’oliva, frutta secca, avocado o pesce azzurro per favorire il corretto assorbimento. Anche la scelta della formulazione può aiutare: le capsule molli o le gocce in soluzione oleosa offrono un vantaggio perché contengono già un veicolo lipidico. Inoltre, il metabolismo della vitamina D richiede la presenza di cofattori come il magnesio, indispensabile per la sua attivazione a livello epatico e renale.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.
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