Addio ai secondi intercalari: il tempo terrestre entra nell’era della “separazione controllata”
Dal 20 maggio 2027 il tempo civile mondiale (UTC) non userà più i “secondi intercalari”: ecco cosa comporterà questo cambiamento
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L’Ufficio internazionale dei pesi e delle misure ha deciso con una conferenza di assecondare la richiesta di grandi aziende tecnologiche
Dal 20 maggio 2027 gli orologi del mondo smetteranno di inseguire la rotazione irregolare della Terra. Si tratta di una decisione storica, presa a Versailles dai delegati di 69 Paesi, che segna la fine dei secondi intercalari, quei piccoli aggiustamenti introdotti dal 1972 per mantenere sincronizzati il tempo atomico e quello astronomico. A partire da quella data il tempo ufficiale dell’umanità procederà senza più correzioni, lasciando che la distanza fra gli orologi e il pianeta cresca lentamente fino a raggiungere — forse tra secoli — un’ora intera.
La scelta del BIPM (Bureau International des Poids et Mesures) non nasce da un capriccio accademico, ma da una pressione crescente proveniente da chi gestisce le infrastrutture digitali globali. Si tratta di grandi aziende tecnologiche, operatori delle telecomunicazioni, gestori delle reti elettriche, piattaforme finanziarie. Per loro, il tempo deve essere continuo, senza salti improvvisi. Un minuto di 61 secondi, come accade quando si inserisce un secondo intercalare, è un’anomalia che manda in tilt sistemi progettati per funzionare con una sequenza temporale perfettamente regolare.
Il tempo atomico: un metronomo perfetto
Negli ultimi decenni, ogni inserimento di un secondo extra ha provocato crash di server, disallineamenti di rete, errori nei database, con conseguenze che possono propagarsi a livello planetario. Google ha inventato il leap smear, distribuendo il secondo aggiuntivo lungo 24 ore, ma non tutti i sistemi adottano soluzioni simili. Il vero incubo è arrivato tra il 2018 e il 2020, quando la Terra ha accelerato. In quella circostanza sarebbe servito un secondo negativo, mai sperimentato. Un salto da 23:59:58 a 00:00:00 che avrebbe potuto bloccare internet.
La Terra non è un orologio: un pianeta che accelera e rallenta La rotazione terrestre è un meccanismo complesso, influenzato da fattori che vanno dalle maree lunari ai movimenti del nucleo, dai venti alle variazioni stagionali della massa dei ghiacci. Ogni giorno reale è leggermente diverso dal precedente. Le maree rallentano la rotazione di circa due millisecondi ogni secolo; il ghiaccio polare, spostando massa verso l’asse, accelera la rotazione in inverno; il nucleo liquido può modificare la velocità in modo imprevedibile. Per questo, nel 1972 lo IERS introdusse i secondi intercalari che comportava la aggiunta di un secondo quando lo scarto tra tempo atomico e rotazione terrestre superava 0,9 secondi. Fino al 2016 ne sono stati inseriti 27.
L'attuale misurazione del tempo
Dal 1967 il secondo non dipende più dalla durata del giorno, ma da una costante fisica: 9.192.631.770 oscillazioni di un atomo di cesio-133. Gli orologi atomici basati su questa definizione accumulano un errore di un secondo ogni cento milioni di anni. Sono strumenti talmente stabili da essere diventati la base di internet, GPS, telecomunicazioni, finanza ad alta frequenza. Il fatto che la Terra, molto spesso, cambia il proprio ritmo, è davvero problematico riuscire a conciliare tutto. Dal 2027 il tempo atomico (TAI) e il tempo universale coordinato (UTC) non verranno più riallineati. Per circa 100 anni, la differenza crescerà lentamente, senza impatti immediati sulla vita quotidiana. Solo quando lo scarto raggiungerà un’ora intera, le nazioni valuteranno nuove misure: forse un salto orario, forse un nuovo sistema di sincronizzazione.
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Il prossimo passo
Entro il 2030 è prevista un’altra rivoluzione: il secondo verrà ridefinito usando gli orologi ottici a reticolo, strumenti che sfruttano atomi come stronzio o itterbio e sono oltre cento volte più precisi del cesio. Questi orologi sono talmente stabili da poter misurare variazioni infinitesimali del campo gravitazionale a tal punto che in futuro potrebbero diventare strumenti per monitorare terremoti, movimenti tettonici, variazioni climatiche. Questa decisione ci costringerà ad accettare che il tempo umano non coincide più con quello naturale. Per la prima volta, la civiltà sceglie di seguire un tempo artificiale, perfetto, indipendente dal cielo. La decisione di Versailles segna l’ingresso in una nuova epoca: un mondo in cui il tempo non è più scandito dal moto della Terra, ma dalla vibrazione di un atomo. Un mondo più stabile, più digitale, più artificiale. Un mondo che ha scelto la continuità tecnologica al posto della fedeltà astronomica.
Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.