Presenza di un geco in casa: ecco perché entra e cosa fare quando lo troviamo

Gechi in casa d'estate: perché li vediamo sempre più spesso vicino a noi e cosa fare quando li incontriamo

Fonte Animalia - Geco
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Ecco cosa rappresenta la presenza dei gechi nelle case

Ogni anno, non appena le temperature cominciano a salire, sui muri delle case, sui davanzali illuminati e lungo i bordi delle finestre ricompaiono i gechi. In Italia vivono quattro specie diverse di questo animale (il geco comune, quello verrucoso, quello di Kotschy e il tarantolino) e tutte condividono una caratteristica sorprendente: amano stare vicino a noi. Questo comportamento così ricorrente, e così tipicamente estivo, non è casuale né privo di significato. C'è una ragione precisa, anzi più di una, che spinge questi piccoli rettili a scegliere proprio le nostre abitazioni come punto di riferimento nelle notti calde. Ecco tutto ciò che c'è da sapere, come riportato da FanPage.it.

Perché i gechi si avvicinano alle case

Le mura delle nostre abitazioni rappresentano per i gechi qualcosa di molto simile a quello che per noi sarebbe un ristorante aperto tutta la notte: le luci che lasciamo accese sul balcone, in veranda o dietro una finestra attirano costantemente insetti di ogni tipo: zanzare, moscerini, falene, mosche… e dove ci sono insetti, c'è il geco. Questi piccoli animali hanno imparato in tempi relativamente brevi a sfruttare l'ambiente domestico a loro vantaggio, posizionandosi strategicamente in prossimità delle fonti luminose per cacciare con il minimo sforzo. A questo si aggiunge il calore che le pareti accumulano durante il giorno e cedono lentamente nelle ore notturne, rendendo le abitazioni rifugi ideali per animali a sangue freddo come loro.

Cosa fare quando ne troviamo uno

La risposta più sensata, se un geco entra in casa, è semplicemente lasciarlo stare. Si tratta di un animale completamente innocuo che non morde, non è velenoso e che (al contrario) svolge un prezioso “lavoro gratuito" di disinfestazione perché tiene sotto controllo la popolazione di zanzare, blatte e ragni. Se però la convivenza risulta difficile da accettare, è possibile accompagnarlo fuori senza fargli del male: basta usare una scopa morbida per spingerlo delicatamente verso un'uscita aperta. Meglio evitare di prenderlo con le mani perché, come tutte le lucertole, anche il geco può staccare la coda autonomamente in risposta a una minaccia percepita (un meccanismo di difesa che, pur non essendo pericoloso per lui, comporta uno spreco di energie non necessario).


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Perché rispettare i gechi

In molte culture mediterranee, compresa l'Italia, la presenza del geco in casa è tradizionalmente considerata un buon presagio. Nel Salento, ad esempio, è diventato un vero e proprio simbolo del territorio, riprodotto su ceramiche, insegne e souvenir. Al di là del folklore, quello che conta è riconoscere in questo animale un vicino di casa utile e rispettoso. Non ruba spazio, non fa rumore, non danneggia nulla, entra, caccia e nella maggior parte dei casi trova da solo la strada per uscire.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.