Doppio terremoto in Emilia-Romagna, l'esperta dell'Ingv: "Nell'area interessata dalle scosse è attivo il meccanismo che..."
di Marco Reda
Doppio terremoto in Emilia-Romagna avvertito distintamente dalla popolazione nella mattinata: ecco cosa sta succedendo, come spiegato dall'esperta Lucia Margheriti
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Due scosse ravvicinate in Romagna avvertite nettamente dalla popolazione tra Ravennate e Forlivese
Una mattinata di forte apprensione ha interessato l'Emilia-Romagna, in particolare la Romagna, a causa di due terremoti avvenuti a distanza di pochi minuti. La prima scossa è stata registrata alle ore 9.27 con magnitudo 4.3, localizzata circa 7 chilometri a sud-ovest di Russi, mentre la seconda, di magnitudo 4.1, si è verificata appena due minuti dopo con epicentro a circa 8 chilometri a est di Faenza. Entrambi gli eventi si sono sviluppati a oltre 20 chilometri di profondità e sono stati percepiti chiaramente dalla popolazione. A fare chiarezza sugli aspetti scientifici del doppio sisma, per ForliToday.it, è intervenuta Lucia Margheriti, Direttrice dell'Osservatorio Nazionale Terremoti dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma.
Area compressiva
Secondo la Direttrice dell'INGV la zona colpita dai terremoti si colloca in un'area geologicamente ben definita. Margheriti ha spiegato che l'area interessata dalle scosse si trova tra la base dell'Appennino e la Pianura Padana, un settore che rappresenta il margine tra la placca Adriatica e la catena appenninica. In questo contesto si sviluppano terremoti di tipo compressivo, legati a movimenti profondi della crosta terrestre. La profondità degli eventi, attorno ai 20-23 chilometri, rende questi sismi diversi da quelli più superficiali tipici dell'Appennino settentrionale. Proprio questa caratteristica può spiegare anche l'assenza, almeno nelle prime ore, di una sequenza evidente di repliche.
Meccanismo geologico
L'esperta ha chiarito che alla base di questi terremoti è attivo lo stesso meccanismo che ha portato alla formazione dell'Appennino. In sostanza la superficie terrestre in questa zona è soggetta a una lenta ma costante deformazione dovuta all’avvicinamento della placca Adriatica e di quella Appenninica. Questo processo genera accumulo di energia che viene rilasciata sotto forma di terremoti. La Direttrice dell'INGV ha ricordato come un esempio noto sia la sequenza sismica del 2012 in Emilia, anch'essa legata a una tettonica compressiva. Si tratta quindi di fenomeni coerenti con la storia geologica del territorio che, in ogni caso, non rappresentano un'anomalia improvvisa o pericolosa.
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Cosa sapere sui sismi in Emilia-Romagna
Lucia Margheriti ha inoltre sottolineato che non è raro che terremoti di magnitudo intorno a 4 si verifichino senza segnali premonitori evidenti. Allo stesso modo, non è insolito che eventi più profondi non siano seguiti da numerose repliche di minore intensità. Le due scosse ravvicinate, proprio per la vicinanza temporale e spaziale, vengono considerate collegate tra loro, con la seconda interpretata come una replica della prima. L'esperta ha ricordato che l'Italia è un Paese sismico, situato al margine tra la placca euroasiatica e quella africana, e che la convivenza con questi fenomeni passa dalla consapevolezza e dalla preparazione.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.
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