Terremoto sull'Etna, panico tra la gente: cosa aspettarsi e quali sono state le dinamiche che hanno causato il sisma
La macchina della Protezione Civile si è subito attivata per effettuare le verifiche sulle strutture: crolli si sono verificati nella zona epicentrale
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La scossa di terremoto è avvenuta alle ore 07:05 ed ha avuto come epicentro il comune di Ragalna
La scossa di terremoto che nella mattinata di oggi ha seminato il panico in gran parte dei comuni etnei, è stata seguita da una decina di scosse (molte di carattere puramente strumentale) di magnitudo compresa tra 1.2 e 2.7. Notevoli i danni segnalati principalmente a Ragalna, il comune ubicato nell'area epicentrale del sisma. L'ipocentro molto superficiale (4 km circa) ha amplificato di molto il tremore contribuendo al danneggiamento e ai crolli che si sono verificati soprattutto in diversi edifici privati.
Le faglie interessate
Il sisma è durato una ventina di secondo circa e si è verificato alle ore 07:05. Come ha avuto modo di spiegare il capo della Protezione Civile siciliana, Salvo Cocina, a causare il forte tremore è stata una rottura che ha interessanto la “faglia Calcerana” che appartiene ad un sistema di “faglie note e censite nei nostri studi di microzonazione sismica di terzo livello che si confermano avanzati e molto attendibili“. In seguito alla scossa, si sono verificati danni superficiali anche nella struttura che ospita il municipio di Ragalna.
La scossa è stata avvertita anche nel messinese e nel siracusano
La macchina operativa della Protezione Civile, subito dopo la scossa, si è attivata celermente per effettuare i rilievi e le verifiche sulle strutture maggiormente a rischio crollo. Diversi sindaci dei comuni etnei hanno deciso di non far svolgere le lezioni per sottoporre le strutture scolastiche alle verifiche di rito. Il sisma è stato avvertito distintamente, oltre che Ragalna, anche nei comuni di Adrano, Belpasso, Biancavilla, Paternò e Catania. Il tremore è stato avvertito nettamente anche a sud della provincia di Messina e nei comuni di Lentini ed Augusta, nel siracusano.
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Le dinamiche che hanno generato la scossa
Trattandosi di una “struttura” in lenta evoluzione, i fianchi orientali e meridionale dell'Etna (il vulcano attivo più grande d'Europa) tendono a scivolare verso est e sud-est lungo una vasta architettura di faglie attive. Fra queste faglie spiccano la Pernicana (che delimita a nord il settore instabile), mentre a sud-ovest si muovono quelle faglie che interessano anche il comprensorio tra Ragalna e il Rift meridionale. Queste faglie, assorbendo il movimento del vulcano, possono generare tremori anche intensi come quello che si è verificato nella mattinata odierna. In particolar modo, la faglia Pernicana si attiva soprattutto in concomitanza con una fase di risalita del magma che precede una fase eruttiva. La tettonica locale pertanto può subire delle ripercussioni ove siano in atto processi magmatici importanti.
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