Artrite reumatoide, ecco quali sono i sintomi, le possibili cause, come si diagnostica e si tratta

Artrite reumatoide, ecco tutto ciò che c'è da sapere su questa patologia

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L'artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica che va riconosciuta e affrontata bene: ecco in cosa consiste e come si tratta

L'artrite reumatoide è una patologia autoimmune cronica che prende di mira in primo luogo le articolazioni, in particolare quelle di mani, polsi, caviglie e piedi, causando dolore, gonfiore e difficoltà nei movimenti della vita quotidiana. Non si tratta di un disturbo confinato alle sole articolazioni: l'infiammazione tipica di questa malattia può estendersi ad altri organi e apparati, tra cui polmoni, cuore, occhi, cute e vasi sanguigni. Colpisce più spesso le donne tra i 40 e i 60 anni, ma può manifestarsi a qualsiasi età e interessa circa l'1% della popolazione adulta. La predisposizione genetica gioca un ruolo, anche se non si tratta di una malattia ereditaria in senso stretto. La buona notizia è che oggi esistono strumenti diagnostici e terapeutici efficaci per riconoscere la malattia in tempo e intervenire prima che causi danni irreversibili.

Sintomi e conseguenze dell'artrite reumatoide

L'artrite reumatoide si manifesta tipicamente con un coinvolgimento simmetrico delle articolazioni, colpendole cioè in modo speculare su entrambi i lati del corpo. Le piccole articolazioni di mani e piedi sono quelle più frequentemente interessate, anche se la malattia può riguardare qualsiasi articolazione dotata di membrana sinoviale. Nella maggior parte dei casi l'infiammazione è poliarticolare, ovvero interessa più di cinque articolazioni contemporaneamente. Uno dei segnali più caratteristici è la rigidità mattutina, che si manifesta dopo periodi di riposo e può protrarsi per molte ore. Se la malattia non viene trattata, o non risponde alle cure, possono comparire erosioni ossee e deformità articolari permanenti, con conseguente disabilità. A livello sistemico possono insorgere anche fibrosi polmonare, infiammazione delle membrane che avvolgono cuore e polmoni, vasculite, noduli cutanei e infiammazione oculare.

Come si diagnostica

La diagnosi si basa principalmente sulla valutazione clinica: dolore e gonfiore articolare devono essere presenti e persistere da almeno sei settimane. Gli esami del sangue supportano il quadro clinico ed evidenziano spesso elevati indici di infiammazione come la proteina C reattiva, oltre alla positività del fattore reumatoide e degli anticorpi anti-CCP, questi ultimi considerati più specifici e utili anche in chiave prognostica. Sul fronte strumentale la radiografia di mani e piedi permette di valutare eventuali erosioni ossee, l'ecografia articolare e la risonanza magnetica aiutano invece a stimare il grado di attività della malattia. Nei casi con possibile interessamento polmonare si ricorre a radiografia o TAC del torace. Poiché la malattia può ridurre la densità ossea, spesso aggravata dall'uso prolungato di cortisonici, viene consigliata anche una mineralometria ossea computerizzata per individuare l'osteoporosi e valutare il rischio di fratture.


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Come si tratta

Quanto prima si interviene, maggiori sono le probabilità che la terapia risulti efficace. L'obiettivo del trattamento è raggiungere la remissione della malattia, ovvero ridurne al minimo l'impatto sulla vita quotidiana attraverso il controllo del dolore e il mantenimento della funzionalità articolare. Le attuali terapie (farmaci biologici e piccole molecole) consentono di agire su bersagli molto precisi del sistema immunitario, garantendo un controllo mirato dell'infiammazione. In centri specializzati viene eseguita anche una biopsia della membrana sinoviale infiammata, analisi che permette di orientare le scelte terapeutiche in modo personalizzato.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.