L’artrite reumatoide illustrata dalla Dottoressa Daniela Renna
In Italia sono circa 400mila le persone che convivono con l’artrite reumatoide, una malattia infiammatoria cronica che attacca le articolazioni rendendole dolenti, gonfie e, nei casi più avanzati, deformate in modo permanente. Ad essere colpite sono principalmente le piccole articolazioni di mani e piedi, anche se la patologia può interessare qualsiasi articolazione dotata di membrana sinoviale. Si tratta di una condizione che, se trascurata o non trattata per tempo, può compromettere seriamente la qualità della vita del paziente limitandone i movimenti e l’autonomia quotidiana. La Dottoressa Daniela Renna, reumatologa presso l’ambulatorio Humanitas Medical Care “De Angeli” di Milano, ha illustrato per Humanitas.it i campanelli d’allarme da non ignorare e altre indicazioni per affrontare al meglio questa patologia.
Sintomi dell’artrite reumatoide
Il segnale più caratteristico dell’artrite reumatoide è il cosiddetto dolore infiammatorio, che si distingue dal comune dolore meccanico per una particolarità rilevante: tende a comparire o a peggiorare durante il riposo ma migliora con il movimento. A questo si aggiunge la rigidità articolare che si manifesta tipicamente nelle ore mattutine e che può durare oltre 45 minuti. Le articolazioni risultano anche visibilmente gonfie, un segno che non deve essere sottovalutato. Se l’infiammazione non viene trattata con tempestività può portare a erosioni articolari che evolvono in deformità irreversibili, il che rende ancora più urgente una diagnosi precoce.
Età di esordio
Escludendo i casi pediatrici, che rientrano nella categoria dell’artrite giovanile, l’artrite reumatoide tende a manifestarsi negli adulti in una fascia d’età compresa tra i 40 e i 70 anni. Non esiste però un’età precisa in cui considerarsi al riparo dalla malattia: il riconoscimento precoce dei sintomi, a qualsiasi età si presentino, rimane fondamentale per avviare per tempo un percorso terapeutico adeguato ed evitare che la patologia progredisca causando danni articolari difficilmente reversibili.
Cause e rimedi dell’artrite reumatoide
Sul fronte delle cause l’artrite reumatoide colpisce le donne molto più rispetto agli uomini, con una percentuale che raggiunge l’80% dei casi. Anche la familiarità gioca un ruolo importante, così come alcune abitudini di vita che aumentano il rischio di sviluppare la patologia, tra cui il fumo di sigaretta, una scarsa igiene orale e il sovrappeso. Per quanto riguarda la terapia il trattamento si basa principalmente su farmaci immunosoppressori in grado di ridurre l’attività infiammatoria, controllare i sintomi e prevenire erosioni e deformità. Il Metotrexate rappresenta il farmaco di prima scelta; nei casi in cui risulti controindicato, non tollerato o inefficace, si ricorre a immunosoppressori biotecnologici. Per gestire le riacutizzazioni,possono essere utili antinfiammatori non steroidei o brevi cicli di corticosteroidi. L’intervento chirurgico è riservato ai pazienti con forme avanzate e deformità gravi. Sebbene la guarigione completa non sia possibile è possibile arrivare alla remissione clinica, ovvero l’assenza di segni e sintomi della malattia in corso di terapia.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.