Colesterolo alto, la Dottoressa Maria Bravo spiega quali sono i cibi da evitare e quelli da mangiare
di Marco Reda
Colesterolo alto: quali cibi evitare e quali mangiare per ridurre il rischio cardiovascolare secondo la Dottoressa Maria Bravo
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Il colesterolo alto è un campanello d'allarme per la salute: cosa mangiare e gli alimenti da evitare illustrati dalla biologa nutrizionista Maria Bravo
Il colesterolo alto è uno di quei valori che, se trascurati, possono esporre a rischi cardiovascolari molto seri, inclusi infarto e ictus. In particolare, il cosiddetto colesterolo LDL (comunemente definito “cattivo") quando supera i livelli fisiologici tende a depositarsi nelle pareti delle arterie, favorendo la formazione di placche che ne riducono l'elasticità e compromettono la circolazione. Intervenire presto, con le scelte alimentari giuste e uno stile di vita adeguato, può fare una differenza enorme sulla salute a lungo termine. A fornire dei chiarimenti importanti è la Dottoressa Maria Bravo, biologa nutrizionista di Humanitas “San Pio X" di Milano, che ha illustrato per Humanitas.it quali sono gli alimenti da bandire dalla tavola e quali invece favorire per tenere sotto controllo i livelli di LDL nel sangue.
I cibi da evitare
Tra i principali responsabili dell'innalzamento del colesterolo LDL ci sono i grassi saturi, sostanze presenti in abbondanza negli alimenti di origine animale. Carni rosse, burro, lardo, formaggi stagionati e tutti i derivati del latte intero sono i candidati principali da ridurre o eliminare dalla dieta di chi presenta valori fuori norma. Il meccanismo è chiaro: un consumo elevato di questi grassi interferisce con il metabolismo del colesterolo, stimola il fegato a produrne di più e ostacola allo stesso tempo la sua eliminazione per via biliare. Il risultato è un accumulo progressivo di LDL nel sangue che favorisce la formazione delle placche aterosclerotiche. Non bisogna però dimenticare alcune fonti vegetali altrettanto problematiche: l'olio di palma e l'olio di cocco, pur provenendo dal mondo vegetale, contengono una quota elevata di grassi saturi e andrebbero anch'essi limitati con attenzione. Ridurre i grassi saturi nella dieta per almeno due anni contribuisce a diminuire del 21% gli eventi cardiovascolari come ictus e infarto.
Le uova: sì o no?
Un capitolo a parte merita il discorso sulle uova, a lungo indicate come alimento da evitare categoricamente in caso di colesterolo alto. La scienza negli ultimi anni ha rivisto questa posizione: sebbene un uovo di medie dimensioni contenga circa 180 mg di colesterolo, il suo contenuto in grassi saturi è piuttosto basso, appena 1,3 grammi. Numerosi studi hanno dimostrato che un consumo moderato non aumenta in modo significativo il rischio cardiovascolare nella popolazione generale, e un'analisi condotta su oltre 1,4 milioni di persone ha rilevato che consumare fino a un uovo al giorno non si associa a un maggior rischio per il cuore. Tuttavia, il modo in cui vengono cucinate e gli alimenti con cui vengono abbinate cambia tutto: friggerle nel burro, servirle con bacon o prepararle strapazzate con latte intero può annullare completamente i potenziali benefici. La cottura consigliata è quindi quella in acqua (bollite, in camicia o alla coque) evitando l'aggiunta di grassi animali. Anche i crostacei, pur non rientrando nella categoria dei grassi saturi in senso stretto, andrebbero consumati con moderazione in caso di ipercolesterolemia.
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Gli alimenti consigliati
Sul fronte degli alimenti da privilegiare, la Dottoressa Bravo indica una direzione precisa: sostituire i grassi saturi con grassi insaturi è la mossa più efficace per abbassare il colesterolo LDL e proteggere le arterie. L'olio d'oliva extravergine è la scelta d'elezione per condire e cucinare, affiancato da frutta secca come noci, mandorle e nocciole, e da semi oleosi come lino, chia o girasole. Il pesce azzurro (sgombro, sardine, alici, salmone) è particolarmente indicato per il suo ricco contenuto di acidi grassi omega-3, con effetti protettivi dimostrati sulla salute cardiovascolare. L'intera dieta dovrebbe essere costruita attorno a verdure di stagione, cereali integrali e legumi, che contribuiscono a mantenere un buon equilibrio metabolico e a sostenere le difese dell'organismo. In ogni caso, prima di apportare modifiche alla propria alimentazione, è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico o a un nutrizionista.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.
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