Maculopatia, il Dott. Aretti spiega quali sono i 3 sintomi tipici
di Marco Reda
Maculopatia, i tre sintomi tipici che non vanno ignorati: ecco come riconoscere la degenerazione maculare e quali cure esistono oggi
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Ecco come si manifesta inizialmente la maculopatia, i sintomi illustrati dal Dottor Andrea Aretti
Con il termine maculopatia si indica un gruppo di patologie che colpiscono la macula, la parte centrale della retina responsabile dell'acuità visiva. Proprio per questo motivo, quando la macula si danneggia, le conseguenze sulla vita di tutti i giorni possono essere pesanti. La forma più diffusa è la degenerazione maculare legata all'età, una delle principali cause di perdita della vista negli adulti, che nei casi più gravi può evolvere in una pericolosa degenerazione oculare. Diagnosi precoce e controlli regolari sono quindi essenziali. Il Dottor Andrea Aretti, oculista di Humanitas Mater Domini, ha spiegato a Materdomini.it quali sono i tre sintomi tipici della malattia.
I sintomi di maculopatia
Lo specialista ha fatto presente che la maculopatia si manifesta con un graduale peggioramento della vista. Il primo segnale è la difficoltà nella lettura, spesso il campanello d'allarme più evidente: le parole diventano meno nitide e seguire una riga di testo risulta faticoso. Il secondo sintomo è la sensazione di avere una macchia fissa al centro del campo visivo, che resta lì anche quando si sposta lo sguardo. Lo specialista ha precisato inoltre che a volte la malattia sembra non dare alcun disturbo: se è colpito un solo occhio, l'altro può compensare il difetto e nascondere il problema per un certo tempo.
Altri sintomi e fattori di rischio
Il terzo sintomo tipico è la visione distorta: per esempio, le righe di una griglia appaiono storte o ondulate. Per riconoscere i casi sospetti è importante conoscere anche i fattori che aumentano la probabilità di ammalarsi, cioè l'età, il fumo di sigaretta, la familiarità/genetica e l'obesità. La diagnosi parte da una visita oculistica completa, con esame del fondo dell'occhio dopo la dilatazione della pupilla. L'oculista può poi prescrivere esami di approfondimento, come la tomografia ottica a coerenza (OCT), le angiografie retiniche con fluoresceina o verde indocianina e l'angio-OCT, che individua i neovasi senza iniettare coloranti.
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Le terapie disponibili
Per la forma atrofica avanzata, oggi non esiste una terapia efficace: sono in corso studi promettenti su nuovi farmaci e si possono usare integratori specifici per rallentare la progressione. La forma essudativa, invece, che se non trattata può provocare gravi danni visivi, si cura con farmaci anti-VEGF e anti-Ang-2, somministrati tramite iniezioni intraoculari ripetute secondo protocolli adattati al singolo paziente.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.
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