Scegliere la carne giusta: l’allarme del cardiologo sui due additivi da evitare, ecco come leggere le etichette

Scegliere la carne di maggiore qualità è fondamentale per il nostro benessere e per la nostra salute

Carne rossa
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Ecco quali sono gli additivi presenti nelle etichette delle carni che rappresentano un pericolo per la salute

Nel corso dei decenni il modo di fare la spesa è cambiato rapidamente e radicalmente. Sempre più consumatori scelgono l’acquisto online, spinti da ritmi quotidiani serrati e dalla scarsa disponibilità di tempo. Non c'è più spazio nell'arco della giornata per le tradizionali file dal macellaio o dal fruttivendolo. I supermercati hanno colto l'occasione adattando l’offerta alle nuove esigenze della collettività. E molto spesso quando ci rechiamo fisicamente in negozio, capita spesso di arrivare pochi minuti prima della chiusura e di afferrare la prima confezione di carne disponibile, facendo scelte superficiali e poco ponderate.

Il parere degli esperti

Il problema nasce quando si equiparano prodotti molto diversi tra loro: un petto di pollo fresco non è paragonabile, dal punto di vista nutrizionale, a una salsiccia o a una carne lavorata. A ricordarlo è il cardiologo Aurelio Rojas, che invita i consumatori a prestare maggiore attenzione alle etichette, il cui contenuto spesso viene sottovalutato o addirittura ignorato. L'esperto ha posto l'accento sull’importanza di distinguere carne fresca da carne trasformata.

Le carni lavorate

Bisogna sapere che la carne fresca viene sottoposta a processi come salatura, stagionatura, fermentazione o affumicatura, che ne modificano sapore e conservazione. L’IARC, organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, classifica le carni lavorate come cancerogene per l’uomo (Gruppo 1), sulla base delle evidenze che le collegano al tumore del colon-retto. Una classificazione che non va interpretata come equivalenza di rischio con il tabacco, ma come presenza di prove solide sulla loro potenziale pericolosità.


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Gli additivi da evitare

Sono sostanzialmente quattro gli additivi presenti nella maggior parte delle carni lavorate: E249, E250, E251 ed E252, ovvero nitrati e nitriti utilizzati per conservare e perfino colorare i prodotti. Non serve memorizzarli: basta controllare che l’elenco degli ingredienti sia breve e chiaro, privilegiando le carni fresche. Ovviamente non è corretto demonizzare le carni lavorate, ma sarebbe sempre opportuno limitarne il consumo e non sostituirle alle fonti proteiche di qualità come pesce, uova, legumi o carne fresca. Una lettura attenta delle etichette può fare la differenza tra un acquisto frettoloso e una scelta più salutare. In ogni caso recarsi dal proprio macellaio di fiducia rimane sempre la scelta migliore per non incorrere in sgradite sorprese.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.