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Martedì 13 Ottobre
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Scegliere la carne giusta: l’allarme del cardiologo sui due additivi da evitare, ecco come leggere le etichette

Scegliere la carne di maggiore qualità è fondamentale per il nostro benessere e per la nostra salute

Scegliere la carne giusta: l’allarme del cardiologo sui due additivi da evitare, ecco come leggere le etichette
Carne rossa

Ecco quali sono gli additivi presenti nelle etichette delle carni che rappresentano un pericolo per la salute

Nel corso dei decenni il modo di fare la spesa è cambiato rapidamente e radicalmente. Sempre più consumatori scelgono l’acquisto online, spinti da ritmi quotidiani serrati e dalla scarsa disponibilità di tempo. Non c’è più spazio nell’arco della giornata per le tradizionali file dal macellaio o dal fruttivendolo. I supermercati hanno colto l’occasione adattando l’offerta alle nuove esigenze della collettività. E molto spesso quando ci rechiamo fisicamente in negozio, capita spesso di arrivare pochi minuti prima della chiusura e di afferrare la prima confezione di carne disponibile, facendo scelte superficiali e poco ponderate.

Il parere degli esperti

Il problema nasce quando si equiparano prodotti molto diversi tra loro: un petto di pollo fresco non è paragonabile, dal punto di vista nutrizionale, a una salsiccia o a una carne lavorata. A ricordarlo è il cardiologo Aurelio Rojas, che invita i consumatori a prestare maggiore attenzione alle etichette, il cui contenuto spesso viene sottovalutato o addirittura ignorato. L’esperto ha posto l’accento sull’importanza di distinguere carne fresca da carne trasformata.

Le carni lavorate

Bisogna sapere che la carne fresca viene sottoposta a processi come salatura, stagionatura, fermentazione o affumicatura, che ne modificano sapore e conservazione. L’IARC, organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, classifica le carni lavorate come cancerogene per l’uomo (Gruppo 1), sulla base delle evidenze che le collegano al tumore del colon-retto. Una classificazione che non va interpretata come equivalenza di rischio con il tabacco, ma come presenza di prove solide sulla loro potenziale pericolosità.

Gli additivi da evitare

Sono sostanzialmente quattro gli additivi presenti nella maggior parte delle carni lavorate: E249, E250, E251 ed E252, ovvero nitrati e nitriti utilizzati per conservare e perfino colorare i prodotti. Non serve memorizzarli: basta controllare che l’elenco degli ingredienti sia breve e chiaro, privilegiando le carni fresche. Ovviamente non è corretto demonizzare le carni lavorate, ma sarebbe sempre opportuno limitarne il consumo e non sostituirle alle fonti proteiche di qualità come pesce, uova, legumi o carne fresca. Una lettura attenta delle etichette può fare la differenza tra un acquisto frettoloso e una scelta più salutare. In ogni caso recarsi dal proprio macellaio di fiducia rimane sempre la scelta migliore per non incorrere in sgradite sorprese.

Marco Antonio Tringali

Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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