Trombosi venosa: i sintomi cui prestare attenzione e come prevenirla
di Marco Reda
Trombosi venosa: i sintomi da riconoscere, le cause principali e come prevenirla
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La trombosi venosa è una malattia comune che può diventare molto pericolosa
La trombosi venosa è una malattia cardiovascolare che colpisce le vene, i vasi che riportano il sangue dagli organi verso il cuore e i polmoni: si forma un coagulo, detto trombo, che occlude in parte o del tutto il vaso e fa soffrire l'organo coinvolto. Non è una patologia rara, visto che colpisce una persona su mille sotto i 65 anni e una su cento sopra questa età. Il pericolo maggiore è che il coagulo si stacchi e raggiunga organi lontani, provocando complicanze gravi come l'embolia polmonare e, più raramente, l'ictus. Se però viene riconosciuta in tempo si può intervenire con successo, e i sintomi si possono intercettare. Ecco in che modo, come riportato da Humanitas.it.
I sintomi da non ignorare
Quando la trombosi colpisce una gamba, che è il caso più frequente, l'arto si gonfia e compaiono dolore simile a un crampo, intorpidimento, arrossamento e difficoltà a muoversi. Talvolta i segnali sono lievi, come un po' di dolore e una piccola differenza di circonferenza tra le due gambe. Nella tromboflebite, cioè quando sono coinvolte le vene superficiali, si può vedere sulla pelle un cordone rosso, duro e dolente. Al braccio, più raro, ci sono gonfiore, dolore e arrossamento. Se il trombo interessa organi come cervello, intestino o fegato il dolore è forte e la funzione dell'organo può alterarsi; nella forma cerebrale compaiono cefalea e disturbi neurologici. Dolore al petto, fiato corto, tachicardia e tosse con tracce di sangue possono indicare un'embolia polmonare e richiedono di andare subito in pronto soccorso.
Le cause più frequenti
La trombosi venosa profonda è più comune in chi ha vene varicose, obesità, tumori o ha subito traumi. Può comparire dopo un intervento chirurgico, durante periodi di lunga immobilità come i ricoveri, in gravidanza e nel puerperio, cioè nei 45 giorni dopo il parto. Possono favorirla anche la pillola contraccettiva e la terapia ormonale sostitutiva dopo la menopausa, soprattutto in presenza di altri fattori di rischio. Esiste inoltre una causa genetica, la trombofilia, che rende il sangue più incline a coagularsi. La tromboflebite, invece, è spesso conseguenza di un'iniezione endovenosa o di un prelievo di sangue.
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Come prevenirla
La trombosi è severa ma si previene piuttosto semplicemente, anche in presenza di predisposizione genetica, grazie a uno stile di vita corretto. Servono un'alimentazione controllata e attività fisica come camminata o bicicletta, 30-40 minuti consecutivi 3-4 volte a settimana, perché sovrappeso e obesità sono tra i principali fattori di rischio. Le donne con trombofilia dovrebbero evitare pillola e terapia ormonale senza consultare un esperto, mentre calze elastiche e arti un po' sollevati a riposo aiutano a proteggere le vene. In chi è predisposto, la misura più efficace è la profilassi anticoagulante in caso di interventi, traumi o allettamento.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.
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