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Trombosi del viaggiatore, di cosa si tratta e quali sono i sintomi cui prestare attenzione

Trombosi del viaggiatore, ecco cos'è il disturbo che colpisce chi affronta lunghi spostamenti in aereo, auto o treno

Trombosi del viaggiatore, di cosa si tratta e quali sono i sintomi cui prestare attenzione
Foto Wikimedia Commons

La trombosi del viaggiatore è un disturbo da non prendere sottogamba durante gli spostamenti: ecco in cosa consiste e quali sono i sintomi da attenzionare

Chi affronta lunghi viaggi in aereo, ma anche in auto o in treno, può incorrere in un disturbo noto come trombosi del viaggiatore. Si tratta, dal punto di vista medico, di una trombosi venosa profonda, un coagulo di sangue che si forma solitamente nelle vene delle gambe e ostacola la normale circolazione sanguigna. La pericolosità di questo disturbo risiede nel fatto che il trombo, o un suo frammento, può staccarsi e raggiungere i polmoni, provocando un’embolia polmonare. Fortunatamente, in molti casi è possibile riconoscere il problema attraverso alcuni segnali caratteristici. Ecco quali sono i sintomi e come prevenire la trombosi del viaggiatore, come riportato da GruppoSanDonato.it.

I campanelli d’allarme

La trombosi venosa profonda può anche restare del tutto silente e non manifestare alcun sintomo evidente. Quando invece si presenta, i segnali più comuni sono il gonfiore a carico di una gamba, che tende ad arrossarsi e a scaldarsi rispetto all’altra, accompagnato da dolore e sensazione di tensione. A questo si possono aggiungere crampi localizzati ai polpacci, altro indizio assolutamente da non ignorare soprattutto dopo un viaggio prolungato.

Le cause principali di trombosi del viaggiatore

Alla base della trombosi del viaggiatore c’è principalmente la stasi venosa, condizione favorita dall’immobilità degli arti inferiori e dal mancato funzionamento della pompa muscolare dei polpacci durante le lunghe ore trascorse seduti. Esistono però anche altri elementi che possono aumentare il rischio: la presenza di un tumore, disturbi della coagulazione, interventi chirurgici o traumi recenti, l’età avanzata, la gravidanza, l’assunzione di estrogeni (compresa la pillola anticoncezionale), l’obesità e il fumo.

Le strategie utili per prevenirla

Per chi deve affrontare viaggi superiori alle 6-8 ore, alcuni accorgimenti possono fare la differenza: muovere spesso le gambe da seduti, effettuare flessioni e rotazioni delle caviglie e, quando possibile, scegliere un posto sul corridoio per potersi alzare e camminare. Utili anche le calze a compressione graduata, indumenti comodi che non stringano inguine e polpacci, una buona idratazione ed evitare alcol e caffeina. Chi presenta fattori di rischio elevati dovrebbe invece consultare il medico per valutare una eventuale profilassi farmacologica prima della partenza.

Quest’articolo non sostituisce il parere di un medico

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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