Case troppo calde: gli effetti che in pochi conoscono su pelle, sonno e difese immunitarie. Ecco i consigli

Case troppo calde in inverno: perché il "comfort eccessivo" domestico può influire su pelle, sonno e difese immunitarie

epa10134657 A central heating radiator dial at a home in London, Britain, 23 August 2022. Bills regulator Ofgem is set to announce the next energy price cap on 26 August and the rising energy prices is likely to push UK inflation further. Energy bills could hit nearly three times higher than last winter and half of UK households could be facing fuel poverty in the winter according to EDF energy company. EPA/TOLGA AKMEN
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Ecco cosa si rischia a vivere in case troppo calde: tutti gli effetti sulla salute

Durante i mesi freddi l'uso costante dei termosifoni rende le case accoglienti e protette dalle basse temperature esterne. Questo benessere immediato, però, può trasformarsi in un'arma a doppio taglio quando il calore diventa eccessivo e uniforme durante tutta la giornata e la notte. Ambienti sempre caldi e asciutti modificano le condizioni naturali a cui il corpo umano è abituato ad adattarsi. Senza che ce ne accorgiamo questo squilibrio può riflettersi su funzioni delicate come la salute della pelle, la qualità del riposo notturno e l'efficienza delle difese immunitarie. Ecco quali sono gli effetti “indesiderati" che pochi conoscono, come riportato da Pazienti.it.

Effetti sulla pelle

Il calore artificiale continuo riduce l'umidità dell’aria e favorisce la disidratazione cutanea. La pelle perde più facilmente acqua, la barriera protettiva si indebolisce e lo strato superficiale diventa meno efficace nel difendere l’organismo dagli agenti esterni. Questo può tradursi in secchezza persistente, prurito, arrossamenti e una maggiore tendenza a irritazioni e infiammazioni. In chi soffre di acne o dermatiti, il caldo secco può peggiorare i sintomi e rendere la pelle più reattiva. Una barriera cutanea compromessa, inoltre, invia segnali di stress continuo al sistema immunitario, contribuendo a uno stato di micro-infiammazione cronica spesso difficile da riconoscere.

Impatto sul sonno

La temperatura dell'ambiente gioca un ruolo chiave nella regolazione del sonno. Per addormentarsi in modo naturale, il corpo deve abbassare leggermente la propria temperatura interna, processo che viene ostacolato da camere da letto troppo calde. Dormire in ambienti oltre i 20-21 °C può allungare i tempi di addormentamento, aumentare i risvegli notturni e ridurre le fasi di sonno profondo e REM. Il risultato è un riposo frammentato e meno rigenerante, con effetti che si riflettono durante il giorno sotto forma di stanchezza, difficoltà di concentrazione e sbalzi d’umore. Nel tempo un sonno di scarsa qualità può incidere anche sul metabolismo e sull'equilibrio ormonale.


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Difese immunitarie e comfort termico | I rimedi

Vivere in ambienti costantemente caldi riduce l’esposizione a quelle lievi variazioni termiche che aiutano il corpo a mantenere attivi i propri meccanismi adattativi. Questo può favorire uno stato infiammatorio di basso grado e alterare la produzione di molecole coinvolte nella risposta immunitaria. Il sonno disturbato amplifica ulteriormente il problema, creando un circolo vizioso tra riposo insufficiente e difese meno efficienti. Per rendere la casa più sana è utile abbassare di uno o due gradi la temperatura notturna, arieggiare brevemente gli ambienti anche in inverno, mantenere un livello di umidità adeguato e differenziare il calore tra zona giorno e zona notte.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.