Tumore al polmone, chi è a rischio e quali sono i sintomi cui prestare attenzione

Tumore al polmone: i sintomi da non sottovalutare, chi è più a rischio, quali sono le cause e come si cura e previene

(Foto: Pixabay)
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Il tumore al polmone è tra le neoplasie più pericolose e i segnali vanno riconosciuti: ecco quali sono

Il tumore al polmone è una delle neoplasie più diffuse e pericolose: si tratta di uno tra i tumori più frequenti in Italia e la prima causa di morte oncologica. Nelle fasi iniziali può essere silenzioso e proprio questo lo rende insidioso: spesso infatti viene scoperto tardi, quando le possibilità di cura si riducono, ma esistono alcuni segnali che si possono riconoscere e che non vanno sottovalutati. Ecco quali sono, come riportato da My-PersonalTrainer.it, e chi è più a rischio.

Chi è davvero a rischio

Il principale fattore di rischio è il fumo, attivo e passivo, e a pesare è il carico complessivo nel corso della vita: gli anni di fumo, il numero di sigarette al giorno e il tempo passato da quando si è smesso, perché il rischio si riduce dopo la cessazione ma resta più alto rispetto a chi non ha mai fumato per molti anni. I programmi di diagnosi precoce oggi disponibili in Italia si rivolgono in genere a persone tra circa 55 e 75 anni, fumatori o ex fumatori che hanno smesso da meno di 15 anni e con una storia di fumo importante, ad esempio l'equivalente di 20 sigarette al giorno per 30 anni. Altri fattori sono l'esposizione professionale a sostanze come amianto, radon, arsenico e nichel, l’inquinamento atmosferico, la storia familiare di tumore del polmone e le malattie respiratorie croniche come la broncopneumopatia cronica ostruttiva.

I sintomi da non ignorare

La presenza di uno o più sintomi non significa automaticamente tumore ma è un buon motivo per parlarne con il medico. Tra i segnali a cui prestare attenzione c'è una tosse che cambia: la tosse abituale del fumatore che diventa più insistente, diversa dal solito o associata a dolore. Anche piccole striature di sangue nel catarro vanno sempre valutate. Sono da non sottovalutare il fiato corto con sforzi minimi o peggiorato rispetto al solito, il dolore o il fastidio al petto non spiegabile con traumi o sforzi muscolari, il calo di peso non intenzionale in poco tempo e una stanchezza marcata e continua, non proporzionata alle attività svolte. In presenza di questi sintomi non si parla più di screening ma di diagnostica mirata, e sarà il medico a scegliere gli esami più opportuni.


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Cause, prevenzione e cure

La causa più importante è il fumo, a cui si aggiungono i fattori ambientali e professionali già citati. Il rimedio più efficace è smettere di fumare attraverso un supporto psicologico, terapie sostitutive della nicotina o farmaci specifici. Per le persone ad alto rischio esiste la Tac a basso dosaggio, che in Italia è oggi offerta tramite programmi sperimentali come la Rete Italiana Screening Polmonare: essa individua i tumori in stadio iniziale e in alcuni studi ha ridotto la mortalità del 20-30%. Per le cure, invece, ci si affida a chirurgia, radioterapia e chemioterapia, immunoterapia e terapie a bersaglio molecolare, scelte in base a stadio e tipo di tumore. Nel tumore non a piccole cellule, infine, la chirurgia è in genere la terapia di scelta se non ci sono metastasi a distanza, mentre in quello a piccole cellule si usano soprattutto chemioterapia e radioterapia.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.