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Scopre di avere un tumore ai polmoni al quarto stadio: ecco qual è il sintomo sottovalutato che non passava

Tumore ai polmoni al quarto stadio scoperto durante il congedo di maternità: la storia che ha sconvolto il mondo e il sintomo sottovalutato

Scopre di avere un tumore ai polmoni al quarto stadio: ecco qual è il sintomo sottovalutato che non passava
Foto Pixabay

Una giovane mamma scopre un tumore ai polmoni al quarto stadio in un momento di grande vulnerabilità della sua vita

C’è una storia che nelle ultime settimane ha commosso e allarmato migliaia di persone in tutto il mondo, riportando al centro del dibattito medico un tema spesso sottovalutato: il tumore ai polmoni nei giovani non fumatori. La protagonista è Gini Harrison, professoressa universitaria che si trovava nel mezzo del suo congedo di maternità quando la sua vita ha preso una piega del tutto inattesa. In perfetta salute apparente, senza vizi e con un bambino piccolo da accudire, Gini ha ricevuto la diagnosi di cancro polmonare al quarto stadio. C’era un sintomo, sottovalutato, che non spariva e il quale ha rappresentato il decisivo campanello d’allarme: ecco qual era, come riportato da FanPage.it, e cosa è successo alla ragazza.

La storia di Gini

Gini Harrison insegnava Psicologia all’Open University di Walton Hall, a Milton Keynes (Gran Bretagna), e durante il congedo di maternità, nel pieno della pandemia da Covid, ha iniziato ad avvertire uno strano dolore alla spalla destra che, con il passare delle settimane, si faceva sempre più intenso e difficile da ignorare. Non fumava, non aveva mai fumato, e non presentava nessuno dei sintomi respiratori classicamente associati a un problema polmonare (niente tosse, affanno o difficoltà a respirare). Per questo i medici, con cui si confrontava quasi esclusivamente per via telefonica a causa delle restrizioni pandemiche, avevano ricondotto il fastidio a cause banali, come la postura durante l’allattamento o lo sforzo fisico legato al tenere spesso in braccio il neonato. Il dolore alla spalla, però, non passava, anzi… peggiorava di settimana in settimana finché Gini, preoccupata e impaurita, ha deciso di rivolgersi a uno specialista privato per avere risposte più precise.

La diagnosi devastante

Solo dieci mesi dopo la comparsa del primo sintomo, nell’ottobre del 2021, una risonanza magnetica ha finalmente svelato la verità: un tumore nel polmone destro e una seconda massa nella scapola. Poco prima di Natale è arrivata la diagnosi definitiva, ovvero un carcinoma polmonare non a piccole cellule al quarto stadio, una forma particolarmente aggressiva della malattia. Gli esami successivi hanno poi identificato una rara mutazione genetica nell’esone 20 del gene EGFR, un’alterazione che provoca una proliferazione cellulare incontrollata e che colpisce con maggior frequenza proprio le persone che non hanno mai fumato. Questa specifica mutazione rende il tumore resistente a molti dei trattamenti oncologici standard di prima linea, complicando in modo significativo la gestione clinica della paziente. Per Gini si è quindi reso necessario un percorso terapeutico complesso e articolato, affidato agli specialisti del “Guy’s and St Thomas’ Hospital” di Londra.

Cosa è successo a Gini?

Il piano di trattamento a cui Gini è stata sottoposta è stato lungo e impegnativo: quattro cicli di chemioterapia, trentadue sessioni di radioterapia e, successivamente, altri tre cicli di radioterapia a radiofrequenza mirata, nota come SABR, specificamente diretta alla metastasi alla spalla. Oggi, a 41 anni, Gini è guarita e non mostra segni di malattia misurabile agli esami strumentali, anche se i medici ritengono che cellule tumorali possano ancora essere presenti nell’organismo (comunque al di sotto della soglia di rilevabilità delle scansioni). Il suo caso è stato ripreso anche dalla Roy Castle Lung Cancer Foundation, organizzazione da anni impegnata a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle diagnosi tardive e sulle forme di tumore polmonare non correlate al fumo, e insegna l’iimportanza della prevenzione ma soprattutto dell’ascoltare costantemente i segnali del corpo per curare patologie anche molto serie, come questa, nelle giuste tempistiche.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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