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Tumore del colon-retto: sintomi, diagnosi e trattamento spiegati dal Professor Pierpaolo Sileri

Tumore al colon retto, il Professor Pierpaolo Sileri spiega sintomi, diagnosi e cure più efficaci

Tumore del colon-retto: sintomi, diagnosi e trattamento spiegati dal Professor Pierpaolo Sileri
Foto PixaBay.com

Tutto ciò che c’è da sapere sul tumore del colon-retto illustrato dal Professor Pierpaolo Sileri

Il tumore del colon e del retto è una delle patologie oncologiche più diffuse nel nostro Paese, con circa 50mila nuove diagnosi ogni anno: si tratta della seconda neoplasia più frequente negli uomini, dopo quella polmonare, e nelle donne, dopo il tumore al seno. Nonostante la sua incidenza resti elevata, i progressi terapeutici hanno permesso di alzare sensibilmente il tasso di sopravvivenza, che oggi supera il 65% e varia in base allo stadio della malattia, alle condizioni del paziente e al percorso di cura intrapreso. Pierpaolo Sileri, Professore e Direttore dell’Unità di Chirurgia Colorettale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, ha illustrato tutto ad Hsr.it.

I sintomi da riconoscere

Negli ultimi anni, ha spiegato l’esperto, è stato rilevato un preoccupante abbassamento dell’età media delle diagnosi con casi sempre più frequenti tra i 40 e i 55 anni, fenomeno legato probabilmente a stili di vita e abitudini alimentari mutate nel tempo. I primi segnali della malattia sono spesso ingannevoli e vengono facilmente scambiati per disturbi intestinali comuni, come il colon irritabile o le emorroidi, soprattutto quando si presentano dolori addominali o perdite ematiche. Con il progredire della neoplasia possono comparire manifestazioni più nette, come l’anemia dovuta a una perdita cronica di sangue, mentre nelle fasi più avanzate si può arrivare all’occlusione intestinale o alla scoperta della malattia attraverso la presenza di metastasi.

Come si arriva alla diagnosi

Il percorso diagnostico si basa principalmente sulla colonscopia con prelievo bioptico, cui segue una fase di stadiazione tramite esami radiologici in grado di definire con precisione l’estensione della malattia. Sulla base di questi risultati viene costruito un piano terapeutico su misura, frutto del lavoro condiviso tra diverse figure specialistiche: oncologi, chirurghi, radioterapisti, genetisti, radiologi, anatomopatologi e gastroenterologi collaborano per individuare la strategia più adatta al singolo paziente. Quando gli accertamenti non evidenziano la necessità di terapie preliminari, si procede direttamente all’intervento chirurgico per asportare il tratto di intestino colpito.

Le opzioni chirurgiche disponibili

Oggi la chirurgia mininvasiva, sia laparoscopica sia robotica, rappresenta la scelta privilegiata anche nelle situazioni d’urgenza, con benefici concreti come ripresa rapida, degenze più brevi e minori complicanze post-operatorie. Il ricorso alla stomia resta un’eventualità rara e quasi sempre temporanea, riservata ai casi in cui il tumore interessa aree molto vicine all’ano.

Marco Reda

Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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