Il clima è prevalentemente freddo e caratterizzato da precipitazioni piovose e nevose.
La temperatura media annua è forse la più bassa fra quelle dei capoluoghi di provincia italiani. Belluno è considerata come la città capoluogo di provincia più fredda d'Italia nelle temperature medie invernali. Piuttosto consistente è la piovosità eccetto il periodo invernale: su Belluno cadono annualmente circa 1400–1500 mm di precipitazioni concentrate nei mesi da aprile a novembre, che possono anche raggiungere i 2000 mm.
Belluno è una provincia della regione Veneto. La sua denominazione prende origine dal termine latino Belunium-Velunum. Un'altra ipotesi terminologica è quella di Belloio oltre a quella di Belo-dunum, dalla radice bel che significa “brillante” e dal termine celtico “dunum”, che deriva dal latino “oppidum”, ovvero città fortificata. In bellunese Belùn, in ladino Belum.
Le altre province della regione sono Venezia, Treviso, Verona, Vicenza, Padova e Rovigo.
La città ha una popolazione di 37mila abitanti, centro abitato più popoloso della Valbelluna.
Il Santo Patrono di Belluno è San Martino di Tours che si celebra l’11 novembre con il “Corteo storico san Nicola”.
Gli abitanti della città di Belluno sono “i bellunesi”.
Lo stemma di Belluno riunisce in sè gli stemmi dei tre territori, storicamente autonomi, che furono uniti da Napoleone nel 1806 a costituire il Dipartimento della Piave. Un drappo rosso sormontato dal titolo “città di Belluno” riporta le seguenti parole: “furor eius serpentini furoris instar”.
I luoghi da visitare sono: la Piazza del Duomo, fulcro della Belluno antica, dove oltre ai numerosi Palazzi spicca la Cattedrale, che nel 1980 Giovanni Paolo II ha elevato al rango di basilica minore, in onore del suo predecessore, il bellunese Papa Giovanni Paolo I; il palazzo dei Rettori; la Piazza dei Martiri principale luogo d'incontro in città, da dove si sviluppa il liston, ovvero il passeggio cittadino. La Piazza si è sempre chiamata Campedèl (Campitello), sede di fiere e mercati, ed è stata poi rinominata in virtù dell'impiccagione di quattro martiri della Resistenza; il Borgo Piave, porto cittadino, dove attraccavano le zattere quando il Piave era navigabile con la chiesa di San Nicolò, patrono degli zatterieri; la Porta Dojona, bella struttura militare, superstite di un complesso sistema difensivo e murario che cingeva la città. Il nome deriva dal vicino torrione, in francese donjon, dal quale deriva il nome anche della potente famiglia bellunese dei Doglioni, ai quali fra l'altro erano affidate le mansioni di gestione del sistema di difesa civico; la porta Rugo a sud, nei pressi della quale si trova anche il Palazzo del Capitano di Giustizia.; la chiesa di San Biagio, l'edificio di culto più antico tuttora conservato in città; e la chiesa di San Giuseppe "marangon" (falegname) a Borgo Prà che fino alla fine del medioevo fu la capitale europea della produzione di spade da battaglia assieme a Tolone; la chiesa di S. Stefano, che conserva numerose opere d’arte di grande interesse; vicino alla chiesa di S. Stefano sorge il Convento dei Serviti con il suo chiostro gotico.
Belluno si distingue anche per le sue numerose fontane, che si snodano lungo un vero e proprio itinerario: San Lucano, San Gioatà, Santa Maria dei Battuti e la Fontana della Motta.
Tra i bellunesi celebri ricordiamo: Dino Buzzati, Papa Luciani, Papa Gregorio XVI, Rodolfo Sonego, Dino Meneghin, Tiziano, Federico Stragà, Gino Sperandio.
Specialità gastronomiche tipiche di Belluno sono le carni, i formaggi e i salumi: tra le carni si ricordano la bondiola, una sorta di cotechino, che viene consumata fresca, il figadet, una salsiccia di fegato a cui si aggiunge uva passita e infine le pendole, ovvero strisce di carne affumicata, ottenute con carni di pecora, cavallo, asino o capra.
Una ricetta tipica di questa zona è il pastin alla bellunese, un piatto invernale, a base di carne di maiale tritata, o manzo, a cui vengono aggiunti lardo, spezie, aromi e vino.
Altri piatti tipici sono i casonziei o casunciei, ripieni di zucca e ricotta, oppure di asparagi e spinaci, i kanederli, le zuppe di ortica e la frittata con speck e polenta.
Diffusa è la produzione di pregiati mieli di montagna, di legumi (come il noto fagiolo di Lamon), oltre che di orzo agordino, farro, noci e marroni di Feltre.
Tra le tipicità dolciarie si menzionano il Kodinz, una pasta di mele essiccata al sole e
lo sbadutin ovvero l’uovo sbattuto.
Vini tipici di Belluno sono il Cabernet, lo Chardonnay, il Pinot nero e bianco, il Merlot,il Riesling, il Marzemino e il Muller Thurgau.
Inoltre, in provincia di Belluno sono prodotti ottimi liquori, preparati con funghi, mirtilli, more, fragole di bosco e varie radici aromatiche.
La "sagra de i fi?ciòt" ("dei fischietti"), che si tiene due domeniche prima di Pasqua, rappresenta la più caratteristica fiera della città. Una lunga processione con la statua della Madonna Addolorata che durante l'anno è custodita in una cappella della chiesa di Santo Stefano, si snoda per le vie della città. La festa prevede una fiera con numerosi stand gastronomici e di artigianato locale. Una festa di fuochi pirotecnici conclude la giornata.
La Fiera di San Martino, patrono della città, si svolge invece a novembre e prevede una “gara” tra alcuni scultori della città per la realizzazione di una scultura in legno, un mercatino dell'antiquariato e di degustazione dei prodotti locali e soprattutto delle castagne accompagnate da vino novello, secondo il celebre motto bellunese legato a questa festa che recita: "San Martino castagne e vino".
Un’altra festa tipica è quella di San Nicolò che si tiene la sera del 5 dicembre: i bambini lasciano al santo un bicchiere di vino e un po' di fieno per il suo asinello e, il mattino successivo, trovano in cambio dolci o altri regali. La festa di San Nicolò è inoltre sugellata dal mercatino dei dolciumi di Piazza dei Martiri.
Nei dintorni di Belluno meritano una visita Pieve di Cadore (km 42), Feltre (km 31), Longarone (18 km), nota per l’alluvione del Vajont che nel 1963 distrusse interamente il centro abitato. Nel Museo presso il Municipio si possono trovare documenti e testimonianze del tragico evento.