Il test si è svolto quando in Italia era notte fonda: ecco quali sono state le problematiche riscontrate
A causa delle tante criticità tecniche riscontrate, la NASA ha deciso di rinviare di qualche settimana l’avvio della missione Artemis II, che dovrà riportare l’uomo sulla Luna a distanza di 57 anni dal primo allunaggio. Il test generale effettuato al Kennedy Space Center in Florida, non avrebbe dato gli esiti sperati. La simulazione rappresentava una sorta di prova generale del riempimento dei serbatoi e del countdown di Artemis II. Il personale coinvolto ha lavorato per tutta la notte alacremente in condizioni meteo quasi proibitive per via delle basse temperature e dei forti venti che stanno sforzando la Florida.
I contrattempi e le anomalie riscontrate
Il verificarsi di rilevanti perdite di idrogeno liquido ha indotto la NASA a prendersi ancora qualche settimana prima di lanciare definitivamente la missione Artemis II. Si stima che la data di lancio possa essere ricompresa in una data tra il 6 e l’11 marzo. Prima di definire la data ufficiale, ha spiegato la NASA, occorrerà analizzare approfonditamente i dati e i risultati dei test. La stessa NASA, in un proprio comunicato, ha evidenziato e denunciato il comportamento degli ingegneri che in questi giorni hanno affrontato diverse sfide raggiungendo molti degli obiettivi previsti. La comunicazione dei risultati dei test avverrà in una conferenza stampa che si svolgerà alle 13 di oggi (ore 19 in Italia), in cui probabilmente verrà anche comunicata la data ufficiale del lancio della missione.
Il wet dress rehearsal
Il “wet dress rehearsal” (questo è il nome del test effettuato) è stato condotto con lo scopo di identificare e risolvere eventuali criticità e si è svolto nella nottata italiana di oggi. Sono state effettuate le operazioni di tanking che prevedono il caricamento di idrogeno liquido e ossigeno liquido nei serbatoi del razzo. Le rilevanti perdite che sono state registrate durante la fase di rifornimento, hanno rappresentato una criticità non di poco conto, sebbene i correttivi che sono stati applicati, hanno consentito al razzo di raggiungere la configurazione finale di prova. Si è anche verificato lo sfiatamento di una valvola associata al sistema di pressurizzazione del portello di Orion. Un contrattempo che ha indotto gli ingegneri a dover riavviare il ciclo di pressurizzazione. Si è trattato di un intoppo che ha rallentato i test ma non ha causato il fallimento della prova.
Si attendono gli esiti di un secondo test
Diversi inconvenienti si sono verificati anche durante la fase di countdown, che è stata interrotta a causa di una nuova perdita di idrogeno liquido. Tutti questi contrattempi hanno indotto gli ingegneri della NASA a concludere anticipatamente i test e ad avviare lo svuotamento dei serbatoi. Alla luce dei risultati e delle criticità emerse, si è deciso che febbraio non sarà il mese in cui il lancio potrà avvenire, poiché mancherebbero i necessari requisiti di sicurezza. In questi giorni si conta di risolvere definitivamente le criticità emerse per poter effettuare una seconda prova generale che risulterà decisiva ai fini della determinazione della data ufficiale della missione.
Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.