Lunedì 19 Agosto
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Marte può essere abitabile grazie alla “terraformazione”: ecco cosa significa

Una sostanza in particolare, come spiega uno studio scientifico, permette di "sopravvivere" sul pianeta Marte

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Marte può essere abitabile grazie alla "terraformazione": ecco cosa significa - Foto PixaBay
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  • Marte può essere abitabile grazie alla “terraformazione”: ecco cosa significa

    Marte può essere davvero abitabile come la Terra. Questa è l’ultima “indiscrezione” che arriva da uno studio di ricercatori dell’università di Harvard, del Jet Propulsion Laboratory della NASA e dell’Università di Edimburgo: grazie al processo di “terraformazione“, infatti, sarebbe possibile replicare sul pianeta rosso le stesse condizioni di vita (o molto simili) del nostro mondo. Ma come funziona?

    La “terraformazione”

    Per “terraformazione”, come riporta il sito NotizieScientifiche.it, si intende una riproduzione delle condizioni ambientali terrestri in un’altra dimensione, in questo caso il pianeta Marte. Chiaramente non di tutta la superficie marziana (sarebbe impossibile data la sua dimensione) ma di una “terraformazione” locale e regionale, dunque di una parte limitata di Marte. Cosa significherebbe? Che il problema “atmosfera marziana” verrebbe aggirato e permetterebbe agli astronauti in missione di fermarsi sul territorio in vere e proprie “isole abitabili” e approfondire gli studi.

    Le parole degli esperti

    Robin Wordsworth, tra i protagonisti dello studio e ricercatore presso la “John A. Paulson School Of Engineering And Applied Sciences” di Harvard, ha dichiarato che “si tratta di un approccio ‘regionale’ che potrebbe rendere Marte abitabile tramite un processo molto più realizzabile rispetto alla modificazione atmosferica globale“. “Inoltre – ha proseguito Wordworth – possediamo i mezzi e le tecnologie adatte a questo scopo”. A riportarlo è il sito NotizieScientifiche.it. Sarà davvero possibile?

  • La chiave è l’aerogel di silice

    A rendere anche solo pensabile l’ipotesi di “terraformare” Marte è uno specifico elemento, l’aerogel di silice: come spiega lo studio, questa sostanza è tra le più isolanti mai create, in grado di riprodurre il classico effetto serra della Terra. L’aerogel di silice inoltre, già utilizzato dalla NASA per costruire i rover da mandare proprio su Marte, è al 97% poroso e permetterebbe alla luce non dannosa di penetrarlo e attraversarlo senza conseguenze negative. Cosa fare quindi? Costruire delle strutture composte da aerogel di silicio in cui gli astronauti possano stare su Marte per il tempo che serve alla missione.

    Come funziona l’aerogel di silice

    Tramite l’utilizzo di uno schermo di areogel di silice dello spessore di 2-3 centimetri, spiega NotizieScientifiche.it, è possibile attuare una fotosintesi e bloccare la radiazione ultravioletta pericolosa; in questo modo la temperatura nella “serra di silice” può abbassarsi fino a permettere all’acqua di diventare liquida. E a permettere all’aerogel di silice di “fare il suo dovere” basta unicamente il calore solare, nessun altro tipo di energia.

  • ExoMars 2020: i dettagli della missione su Marte

    ExoMars 2020, come spiega il sito Wikipedia, è una missione progettata per l’esplorazione del pianeta Marte tramite una sonda robotica, sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dall’Agenzia Spaziale Russa (Roscosmos). Essa prevede il lancio di un rover nel 2020, in esplorazione del terreno e continuazione del progetto partito nel 2016 con l’invio su Marte di un orbiter (chiamato ExoMars Trace Gas) e un lander (lo Schiaparelli EDM). Il costo totale della missione è di 1,3 miliardi di euro.

    Gli obiettivi della missione ExoMars 2020

    Gli obiettivi della missione ExoMars 2020, come illustra Wikipedia, sono i seguenti:

    • studiare l’ambiente biologico della superficie e cercare eventuali tracce di vita, passata o presente
    • caratterizzare la geochimica del pianeta e la distribuzione dell’acqua
    • identificare possibili pericoli sulla superficie in previsione di future missioni con equipaggio
    • aumentare la conoscenza dell’ambiente e la geofisica marziana
    • eventuale atterraggio di grandi carichi su Marte
    • eventuale sviluppo di energia solare sulla superficie
    • mobilità sul terreno

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Nunzio Corrasco

Laureato in Scienze Politiche e giornalista pubblicista, fin dai primi anni di liceo ho sempre coltivato la passione per la scrittura. Ho iniziato a svolgere questa attività dal 2011 ed ho avuto la possibilità di collaborare con diversi siti. Mi sono sempre occupato di scrivere notizie relative a tutto ciò che riguarda l'attualità. Esperto nel settore relativo alla salute e in quello scientifico-tecnologico, appassionato di cronaca meteo, geofisica e terremoti. Il mio motto è: “Solo chi è abbastanza folle da credere di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero”.