Il blackout di 40 minuti, l’eclissi, i meteoriti e i nuovi crateri: cosa hanno visto nel lato oscuro della Luna
In nottata la missione Artemis 2 ha centrato il suo obiettivo più ambizioso, vale a dire quelld di completare il giro attorno alla Luna. Come ha avuto modo di spiegare la Nasa, mai prima d’ora esseri umani avevano raggiunto una distanza massima dalla Terra così elevata. L’equipaggio di Orion, infatti, è riuscito ad arrivare fino a 406.777 chilometri di distanza dal nostro pianeta, circa 6.600 chilometri in più rispetto alla distanza raggiunta dall’equipaggio di Apollo 13. Una missione in cui non sono mancati i contrattempi. L’equipaggio, infatti, quando si è trovato dall’altra parte della Luna, ha perso le comunicazioni con la base per circa 40 minuti, per poi riuscire nuovamente a collegarsi senza ulteriori difficoltà.
Le osservazioni effettuate
La missione di stanotte è stata costellata da momenti davvero unici. Sono stati osservati da vicino crateri lunari prima sconosciuti. E’ stato anche osservato un tramonto e un’alba della Terra oltre ad un’eclissi solare. In poche parole sono stati raggiunti tutti quegli obiettivi di osservazione che la Nasa si era preposta con la missione Artemis 2. Durante l’osservazione della corona solare gli astronauti hanno dichiarato di aver notato la presenza di due mateore che avrebbero impattato sulla superficie lunare. Hanno anche riferito di aver osservato diversi lampi di luce probabilmente causati da impatti di meteoriti. L’equipaggio ha anche dovuto far ricorso ad appositi occhiali protettivi per poter osservare l’eclissi solare. L’esperienza dell’alba è stata “surreale” come ha avuto modo di spiegare il pilota Victor Glover nella descrizione della corona solare.
Il ritorno verso la Terra
Una volta completati tutti i passaggi, l’equipaggio ha intrapreso il viaggio di ritorno verso la Terra. Il rientro a casa dell’equipaggio, salvo inconvenienti, dovrebbe avvenire nella giornata di venerdì 10 aprile quando in Italia sarà l’alba. Praticamente l’Orion precipiterà verso la Terra in maniera “soft”. Si avvarrà dei motori ausiliari solo per effettuare qualche piccola correzione di rotta. Dovrebbe ammarare al largo della California se tutto andrà secondo i piani. L’impatto con l’acqua sarà “ammortizzato” grazie all’uso di un paracadute.
La reazione degli astronauti e l’intervento di Trump
Durante la fantastica impresa compiuta dall’equipaggio di Orion, gli astronauti hanno avuto modo di interloquire con Jared Isaacman, amministratore della NASA, che si trovava al Johnson Space Center di Houston.Fra le più attive l’astronauta Christina Koch, la prima donna ad esplorare la Luna che non ha nascosto la propria emozione e il proprio entusiasmo. «Non sono pronta a tornare a casa» ha dichiarato candidamente. Il comandante Reid Wiseman, ha evidenziato la necessità di fare altre missioni per scoprire sempre più cose sui lati nascosti della Luna. In vista della missione Artemis 3 ha dichiarato, ironicamente, sarà fondamentale “risolvere i problemi con il bagno”.
Con l’equipaggio di Orion è riuscito a parlare anche il presidente degli Usa, Donald Trump, che si è congratulato con gli astronauti per aver portato a termine la missione, ricordando anche che l’obiettivo futuro sarà quello di esplorare Marte. Trump ha dato appuntamento a tutti gli astronauti nella sala ovale della Casa Bianca in cui, ha detto scherzosamente, ogni astronauta dovrà rilasciargli un autografo.
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