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Sabato 13 Novembre
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Nel 2024 aprirà il primo hotel nello spazio: ecco tutti i dettagli e dove sarà realizzato

La società Axiom sta lavorando alla realizzazione di un hotel speciale nello spazio: ecco tutti i dettagli del progetto

Nel 2024 aprirà il primo hotel nello spazio: ecco tutti i dettagli e dove sarà realizzato
Foto PixaBay
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  • Nel 2024 aprirà il primo hotel nello spazio: ecco tutti i dettagli e dove sarà realizzato

    Chi ha detto che il turismo spaziale non sarà mai possibile? A smentire queste voci è il progetto Axiom Space dell’azienda Axiom la quale, come riportato da Esquire.com, ha lavorato con successo alla possibilità di costruire un vero e proprio hotel nello spazio. Gli statunitensi hanno in mente una struttura che comprenderà laboratori, spazi di produzione e un osservatorio panoramico direttamente al di fuori del nostro pianeta, da cui si potrà avere una vista mozzafiato (senza però, per ovvi motivi, poter mai aprire la finestra…). Secondo il piano di Axiom, che ha già avuto l’ok dalla NASA e dalla SpaceX di Elon Musk, questo hotel speciale (chiamato AxStation Space Hotel) permetterà a scienziati, studiosi e giornalisti ma anche a semplici turisti di lasciare la Terra e andare “in vacanza” in orbita per qualche giorno.

    I dettagli del progetto

    Il progetto Axiom Space, fanno sapere fonti interne all’azienda, prevede la realizzazione del primo hotel extraterrestre nella Stazione Spaziale Internazionale. Gli interni della struttura saranno arredati dal designer Philippe Starck, le cabine saranno imbottite e arricchite da LED che cambiano colore e chiaramente ogni “camera” avrà la sua vista sull’universo infinito. A inaugurare il progetto già nel 2021 saranno astronauti professionisti, dopodiché in base ai feedback di procederà a migliori e apertura ufficiale dell’AxStation Space Hotel, prevista per il 2024.

    Nel 2021 sarà girato il primo film nello spazio: protagonista Tom Cruise con i razzi di Elon Musk. Ecco di cosa si tratta

    Elon Musk è scatenato. Dopo aver deciso di investire tutte le sue risorse per permettere all’uomo, attraverso i veicoli spaziali da lui finanziati, di raggiungere Marte per la prima volta, il CEO dell’azienda SpaceX sta per prendere parte alle prime scene di film “extraterrestre”, ovvero girate nello spazio e a centinaia di chilometri dalla Terra. Come riportato dallo stesso Musk su Twitter, infatti, il pluripremiato attore Tom Cruise raggiungerà la Stazione Spaziale Internazionale (con i razzi progettati dalla SpaceX e disponibili per essere affittati) all’interno della quale sarà allestito un vero e proprio set. Insieme a lui, ovviamente, il regista della pellicola Doug Liman. La spedizione AX-1 partirà ad ottobre 2021 e i protagonisti, dopo un viaggio di circa 10 giorni, gireranno le scene in programma per quello che sarà il primo film (anche se non intero) realizzato nello spazio. É grande attesa per l’evento!

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  • A rischio il ghiaccio presente sulla Luna: ecco perché e cosa ne causerebbe la contaminazione

    Alcuni Paesi del mondo sono al lavoro da anni per raggiungere la Luna e fare in modo che la missione statunitense del 1969, con primo allunaggio da parte degli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin, non sia l’unica della storia dell’umanità. Ma non è tutto perché recenti studi hanno portato alla luce il fatto che nel sottosuolo lunare è possibile trovare (e anche portare sulla Terra per tutti gli studi del caso) acqua. Tuttavia c’è da fare attenzione perché, come riportato dalla rivista Nature, le otto missioni sulla Luna in programma nei prossimi tre anni rischierebbero di contaminare il ghiaccio lunare privandolo della sua naturalezza.

  • I dettagli dello studio

    Cinque nazioni (Stati Uniti, Cina, Russia, India e Giappone) dovrebbero raggiungere la Luna da qui al 2024 per studiare l’acqua congelata nei crateri dei poli lunari, regioni perennemente in ombra del nostro satellite, ma c’è comunque forte preoccupazione per la possibilità di “inquinamento” dell’acqua a causa del parecchio traffico di veicoli spaziali da qui a tre anni. Il problema è proprio la fase di atterraggio dei lander, durante la quale si verificherebbe una diffusione del vapore acqueo attorno a tutta la superficie della Luna per due giorni (che però è l’equivalente di due mesi terrestri) che contaminerebbe l’acqua. Questo è quanto appurato da una simulazione di atterraggio condotta presso la “Johns Hopkins University” (Maryland, USA). Data l’importanza cruciale delle missioni sulla Luna (tra chi vorrebbe sfruttare l’acqua del satellite per trasformarla in carburante per veicoli spaziali e chi, invece, intende solo studiare il modo in cui essa si è formata da quelle parti) sarebbe al vaglio un nuovo piano di atterraggio senza conseguenze per l’acqua nel sottosuolo locale.

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Nunzio Corrasco

Laureato in Scienze Politiche e giornalista pubblicista, fin dai primi anni di liceo ho sempre coltivato la passione per la scrittura. Mi sono sempre occupato di scrivere notizie relative a tutto ciò che riguarda l'attualità. Esperto nel settore relativo alla salute e in quello scientifico-tecnologico, appassionato di cronaca meteo, geofisica e terremoti.

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