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Possibile aurora boreale in Italia: a che ora ci sarà la probabilità più alta di vederla

Possibile aurora boreale in Italia come conseguenza di una tempesta geomagnetica: orari in cui si sarà la probabilità più alta di vederla

Possibile aurora boreale in Italia: a che ora ci sarà la probabilità più alta di vederla
Aurora boreale possibile in Italia (Foto Youtube)

La Terra potrebbe subire le conseguenze di una tempesta geomagnetica

Come riporta greenme.it, tra il 4 e il 5 giugno 2026, il nostro pianeta potrebbe subire le conseguenze di una tempesta geomagnetica di classe G3, che è considerata “Forti” secondo la scala utilizzata dalla NOAA, l’agenzia americana che si occupa del monitoraggio del clima spaziale. Questa avviso è stato diramato dopo che si sono verificate tre espulsioni di massa coronale, conosciute come CME, attese ad interagire con il campo magnetico della Terra in questo periodo. In sostanza, il Sole ha rilasciato plasma e campo magnetico nell’universo, e un segmento di questo materiale si dirige verso di noi. Quando questo materiale arriva, può provocare turbamenti nella magnetosfera, influenzare alcuni sistemi tecnologici e portare le aurore più a sud del normale, anche in direzione dell’Italia, se le condizioni sono favorevoli. La classificazione G3 si riferisce alla tempesta geomagnetica, ovvero l’impatto generato vicino al nostro pianeta dall’attività solare. La misura da considerare è il Kp, un parametro che valuta quanto è perturbato il campo magnetico terrestre: Kp 5 corrisponde a G1, Kp 6 a G2, Kp 7 a G3, Kp 8 a G4 e Kp 9 a G5. Per il lasso di tempo dal 4 al 6 giugno, le previsioni della NOAA suggeriscono un picco atteso di Kp 7, quindi precisamente il livello G3.

L’orario da tenere d’occhio

La previsione diffusa il 4 giugno alle 00:30 UTC indica la possibilità di tempeste geomagnetiche di intensità G2-G3 tra il 4 e il 5 giugno, a causa delle CME emesse dal Sole nei giorni precedenti. Tramite la conversione degli orari per l’Italia, i momenti più propizi si verificano tra le 20 e le 23 di giovedì 4 giugno, quando è atteso un Kp 6. 67, che è vicino al livello G3, e poi tra le 2 e le 5 del mattino di venerdì 5 giugno, con un Kp completamente a 7. Si tratta di previsioni suddivise in blocchi di tre ore, quindi il comportamento del cielo potrebbe non seguirne il programma con la precisione che si potrebbe aspettare. Per l’Italia, questo si traduce principalmente in un vantaggio per chi risiede al Nord. Le location ideali sono quelle lontane dall’inquinamento luminoso urbano, con un orizzonte nord aperto: Alpi, Prealpi, zone collinari scoperte e campagne buie della Pianura Padana. In caso di un’attività sostenuta, l’aurora potrebbe manifestarsi come un chiarore basso all’orizzonte, tendente al rosso o al viola piuttosto che al verde, spesso risultando molto più evidente nelle fotografie rispetto all’osservazione ad occhio nudo. Al Centro, le probabilità diminuiscono notevolmente; a Roma è necessaria una combinazione molto favorevole di intensità, cielo sereno, oscurità e angolazione del campo magnetico. Al Sud e sulle isole, le possibilità rimangono più ridotte, a meno che non si verifichi un’intensificazione oltre le attuali previsioni. Per coloro che desiderano tentare di vedere l’aurora, è fondamentale guardare verso nord, lontano da lampioni, insegne luminose, strade affollate e balconi illuminati come set di un programma televisivo. L’uso dello smartphone può rivelarsi più utile rispetto alla semplice vista: attivare la modalità notte, avere un appoggio stabile, impostare tempi di esposizione lunghi, evitando movimenti incerti. In alcune occasioni, l’aurora a queste latitudini può apparire prima nella galleria fotografica che nella vista diretta.

Cosa può succedere

Una tempesta geomagnetica di grado G3 può causare problemi alle reti elettriche, ai satelliti, alla navigazione GPS e alle comunicazioni radio ad alta frequenza. Questi sono i settori identificati dalla NOAA come i principali obiettivi delle tempeste geomagnetiche, insieme alle attività nello spazio e all’osservazione delle aurore. Il fenomeno del meteo spaziale funziona in questo modo: è molto lontano dalla vita quotidiana fino a quando un sistema che dipende da segnali, orbite, radio o energia elettrica deve confrontarsi con un campo magnetico terrestre più instabile del normale. La stessa previsione indica che tra il 4 e il 6 giugno ci sarà un 60% di probabilità di blackout radio di livello R1-R2 e un 15% per eventi di livello R3 o superiori. Negli ultimi 24 ore sono già stati registrati blackout radio fino al livello R2, con il picco maggiore avvenuto il 3 giugno alle 11:27 UTC. Per quanto riguarda le tempeste di radiazioni solari di livello S1 o superiore, la probabilità rimane al 10% in ciascuno dei tre giorni. Il fattore più incerto resta l’effettivo arrivo delle espulsioni di massa coronale (CME). Una CME può trasportare miliardi di tonnellate di materiale solare e un campo magnetico associato; la sua velocità può variare notevolmente, da meno di 250 chilometri al secondo fino a quasi 3. 000 chilometri al secondo. Quando diverse CME si dirigono verso la Terra in tempi ravvicinati, possono sovrapporsi, interagire e arrivare prima o dopo rispetto alla finestra di tempo prevista.

Aurora in Italia?

L’aurora si forma quando le particelle cariche provenienti dall’attività solare interagiscono con l’atmosfera superiore della Terra lungo le linee del campo magnetico. Questo fenomeno tende a verificarsi principalmente nelle regioni con alte latitudini. Durante le tempeste geomagnetiche di maggiore intensità, l’ovale aurorale si espande e la zona di visibilità può estendersi a aree insolite. Il cruscotto aurorale della NOAA mostra chiaramente che l’aumento del Kp è correlato a un’attività aurorale più vivace: un Kp di 7 è legato a un’intensa attività aurorale, mentre un Kp di 9 segna una condizione molto più severa. L’Italia si trova in una posizione geografica complicata per osservare l’aurora. È sufficientemente a sud per rendere rara la vista, ma abbastanza a nord per poterla vedere durante eventi intensi, in particolare nelle zone settentrionali. La reale possibilità di avvistare l’aurora dipende dall’intensità della tempesta, dall’orientamento del campo magnetico interplanetario, dalla copertura nuvolosa e dall’inquinamento luminoso. Un’illuminazione eccessiva in una città può offuscare anche un cielo promettente. Tuttavia, una valle buia può offrire almeno un accenno di colore. È consigliabile seguire gli aggiornamenti nelle ore serali, poiché le previsioni dello spazio possono cambiare quando il materiale solare raggiunge i satelliti di monitoraggio posti tra il Sole e la Terra. A questo punto, le informazioni riguardanti il vento solare e il campo magnetico diventano più affidabili, permettendo di capire se l’aurora potrebbe effettivamente scendere a latitudini più basse. Fino a quel momento, rimane una previsione con un ampio margine di incertezza, come quasi tutto ciò che proviene dal Sole. Per chi vive in Italia, le aree da monitorare sono principalmente quelle del Nord, in particolare le Alpi, le Prealpi e le zone lontane dalle luci cittadine: Valle d’Aosta, alto Piemonte, Lombardia alpina, Trentino-Alto Adige, Dolomiti venete e Friuli montano. Ci sono opportunità anche nelle campagne meno illuminate di Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli, a condizione che l’orizzonte a nord sia sgombro. Scendendo verso il Centro e il Sud, la possibilità diminuisce notevolmente: l’Appennino tosco-emiliano, le zone interne delle Marche, l’Umbria, l’Abruzzo e il Lazio appenninico possono sperare solo in un’intensificazione oltre le aspettative. Nelle grandi città, l’inquinamento luminoso tende a rovinare la vista ancor prima che questi fenomeni si presentino.

 

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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