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Mercoledì 18 Marzo
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Sonda spaziale della NASA si schianta sulla Terra dopo un rientro incontrollato

La sonda Van Allen A è caduta sulla Terra con largo anticipo rispetto alle previsioni della Nasa a causa dell'aumento dell'attività solare

Sonda spaziale della NASA si schianta sulla Terra dopo un rientro incontrollato
NASA Foto PixaBay

La sonda Van Allen A si è schiantata ieri a ovest delle Isole Galapagos: scongiurati con largo anticipo eventuali rischi per l’Europa

Come comunicato dalla NASA poche ore fa, un proprio vecchio satellite scientifico è precipitato in maniera del tutto incontrollata sopra il Pacifico nella giornata di ieri. Si tratta della sonda Van Allen A che ha concluso la sua folle corsa ad ovest delle Isole Galapagos. Per fortuna non si sono verificati danni significativi anche perchè il pesantissimo oggetto si è schiantato in pieno oceano. Inizialmente, il rischio stimato che potesse causare danni alla popolazione era valutato 1 su 4.200.

L’impatto con l’atmosfera e la caduta della parte residuale

Come ha avuto modo di spiegare la NASA, all’impatto con l’atmosfera terrestre, una gran parte della struttura della sonda si è polverizzata mentre una frazione residuale del peso di 600 chilogrammi, è sopravvissuta all’impatto. Fin da subito sono stati scongiurati rischi di un possibile impatto dei frammenti per l’Italia e per l’Europa in generale. Lo stesso esperto di dinamica spaziale, Luciano Anselmo, in una intervista all’Ansa, ha spiegato che l’inclinazione molto bassa dell’oggetto lasciava presagire un impatto “lungo la fascia equatoriale”.

Quando avvenne il lancio

La sonda Van Allen A, insieme alla sonda gemella (Van Allen B), vennero lanciate dalla Nasa nel 2012. L’obiettivo di quella missione fu uno studio approfondito dele fasce di radiazioni attorno alla Terra. Le due sonde sono rimaste attive per 7 anni, poi hanno cessato di funzionare. La NASA aveva stimato che le due sonde sarebbero rimaste in orbita ancora fino al 2034 ma successivamente, anche a causa dell’intensa attività solare, le stime sono cambiate e il percorso di caduta è risultato molto più accelerato rispetto alle previsioni degli esperti.

Le criticità irrisolte

La vicenda della sonda Van Allen A ha dimostrato, ancora una volta, come i rientri di questi satelliti nella Terra sono di difficile previsione anche perchè i tempi sono condizionati da fattori assai mutevoli e da parametri che spesso sfuggono ad ogni previsione. I due satelliti hanno esaurito il proprio carburante nel 2019. Le stime per il rientro della sonda Van Allen B sono superiori al 2030, anche se non vi sono certezze granitiche sulla reale data dell’impatto con il nostro pianeta.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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