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Domenica 11 Gennaio
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Tempeste solari, ecco quali sono i progetti in corso per proteggerci da un nuovo evento di Carrington

L'ESA si sta preparando per fronteggiare una grande tempesta solare molto simile all'evento del 1859

Tempeste solari, ecco quali sono i progetti in corso per proteggerci da un nuovo evento di Carrington
Evento di Carrington

Gli scienziati stanno lavorando alacremente per non farci trovare impreparati nel caso di un nuovo evento di enormi proporzioni

I potenziali rischi legati alle conseguenze delle cosiddette “tempeste solari” sono aumentati in modo esponenziale nel corso degli anni, soprattutto in corrispondenza con l’evoluzione della tecnologia. Se l’evento che si verificò nel 1859 legato al nome dell’astronomo britannico, Richard Carrington, dovesse verificarsi nei giorni nostri, gli effetti potrebbero essere potenzialmente devastanti a tal punto da mettere a rischio le infrastrutture elettriche che rappresentano oggi il fulcro della nostra economia.

L’incubo di un nuovo evento di Carrington

Nel 1859, il più potente brillamento solare mai registrato, causò una tempesta geomagnetica di proporzioni apocalittiche. In sole 18 ore gli effetti dell’immane espulsione di massa coronale si propagarono verso il nostro pianeta, generando aurore a bassissime latitudini. Anche i cieli delle città del sud Italia si illuminarono, mentre le infrastrutture elettriche subirono danni inimmaginabili. Si incendiarono i pali dei telegrafi e tante persone rimasero folgorate. Da allora la tecnologia ha fatto passi da gigante ricoprendo l’intero pianeta di infrastrutture elettriche e di dispositivi elettronici ormai diventati nevralgici per l’economia mondiale e per la nostra vita quotidiana. L’evoluzione tecnologica, anche se ha dotato di maggiori comfort l’umanità, ha incrementato in maniera significativa i rischi che deriverebbero da tempeste solari di enorme portata come quella del 1859.

I rischi potenziali

Le società moderne sono inondate da dispositivi elettronici, reti elettriche, satelliti e comunicazioni radio, a tal punto da ipotizzare che un nuovo “evento di Carrington” potrebbe seminare il panico in tutto il mondo, generando blackout su larga scala che potrebbero coinvolgere interi continenti, difficili da ripristinare in tempi ragionevoli. Perfino tempeste solari meno significative potrebbero generare danni importanti alle nostre infrastrutture critiche. Ecco perchè la scienza sta lavorando alacremente per individuare sistemi di previsione e monitoraggio molto più precisi di quelli attuali, al fine di dotare il nostro pianeta di sistemi di allerta efficaci.

Le contromisure che si stanno studiando

Uno di questi progetti è il Vigil dell’Esa che mira a collocare un satellite di monitoraggio nel punto lagrangiano L5, posto a 150 milioni di km di distanza dal nostro pianeta. Si tratta di un punto di equilibrio del sistema Terra-Sole in cui l’attrazione gravitazionale dei due corpi è bilanciata e quindi il satellite sarebbe sostenibile dal punto di vista del carburante perchè la sua permanenza non comporterebbe dispendi eccessivi. Vigil potrebbe beneficiare di un angolo di osservazione “privilegiato” che gli consentirebbe di monitorare l’attività solare riuscendo ad individuare la presenza di macchie solari ancora prima che la rotazione del Sole le proietti verso la prospettiva della Terra.

Attraverso questo monitoraggio preciso e attendibile, si potranno mettere in atto strategie di prevenzione mirate, poiché il sistema di allerta si attiverebbe circa quattro o cinque giorni prima rispetto al momento in cui la tempesta solare impatterebbe con la nostra atmosfera. Sarebbe un tempo utile per porre al riparo le reti elettriche, deviare i voli a rischio e proteggere i satelliti. Il progetto Vigil dell’Esa coinvolgerà anche l’azienda britannica Airbus e altre aziende aerospaziali italiane fra le quali Leonardo, che fornirà direttamente i sensori di assetto del satellite.

Oltre al progetto dell’Esa, risultano promettenti anche i tre progetti della Nasa mirati a migliorare la capacità di previsione delle tempeste solari. Nel frattempo si stanno studiando anche nuovi strumenti per proteggere la rete elettrica, in particolar modo lavorando sulla capacità di resistenza dei trasformatori che rappresentano la componentistica più vulnerabile in caso di tempeste solari di enormi proporzioni. Sono allo studio nuove tecnologie che permetterebbero ai trasformatori di poter scaricare la corrente in eccesso, come i Neutral Blocking Devices, già testati con successo. Si sta anche lavorando per rafforzare la schermatura dei satelliti, altre strutture vulnerabili in caso di tempeste magnetiche violente. Si stanno studiando nuovi sistemi di resistenza all’accumulo di cariche elettriche. Se tutto questo sarà davvero sufficiente per metterci al riparo, lo sapremo solo quando un altro evento importante colpirà il nostro pianeta.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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