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Martedì 27 Gennaio
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Andare in pensione in anticipo, conviene o no con le nuove leggi? Ecco le considerazioni da fare

Tra penalizzazioni e limiti, la scelta di lasciare il lavoro anticipatamente può costare cara: ecco quando conviene e quando si dovrebbe evitare

Andare in pensione in anticipo, conviene o no con le nuove leggi? Ecco le considerazioni da fare
Pensione anticipata, pro e contro

Le attuali normative contengono rilevanti penalizzazioni per chi esce prima dal lavoro: ecco quali sono i pro e i contro

Andare in pensione in anticipo conviene davvero con le attuali normative? Questa è una delle domande che assillano i lavoratori che si accingono ad andare in pensione. Prima di fare questa scelta, occorre sempre valutare i pro e i contro, magari consultando un esperto che saprà fornire le informazioni necessarie per capire la bontà o la nocività di questa scelta. In questo articolo proveremo a spiegare esattamente quali sono i vantaggi e gli svantaggi ai quali si va incontro quando si lascia il lavoro anticipatamente.

Gli svantaggi

La prima cosa che bisogna sapere è che quando si lascia il lavoro non vengono più versati i contributi, e pertanto il montante che genera la pensione rimane sostanzialmente bloccato. Chi decide di andare in pensione con le attuali regole, avendo un’età anagrafica più bassa, beneficerà di un coefficiente di trasformazione meno alto. Questo vuol dire che l’assegno finale risulterà decisamente più basso rispetto a chi va in pensione a contributi pieni.

Le penalizzazioni

Esistono poi delle penalizzazioni che devono essere tenute in debita considerazione. Ad esempio, chi va in pensione con l’Ape Sociale non potrà percepire un assegno superiore ai 1500 euro mensili, mentre che va in pensione con Quota 103 potrà percepire un importo che non supera il quadruplo del trattamento minimo INPS. In poche parole, chi sceglie di andare in pensione anticipatamente dovrà accontentarsi di un assegno decisamente più modesto rispetto a quello che percepirebbe andando in pensione con i contributi pieni.

Le ipotesi allo studio

La nuova riforma che il governo intende attuare, confermerà sostanzialmente (per le pensioni anticipate) il calcolo contributivo della prestazione e i tagli lineari sull’importo. L’idea finale è quella di applicare il calcolo contributivo integrale sulla prestazione con la conseguenze che la pensione anticipata futura sarà ancora più ridotta rispetto a quella attuale. Fra le ipotesi allo studio del governo vi è anche quella di introdurre una finestra flessibile a partire da 64 anni. Verrebbe in questo caso applicato un malus per chi va in pensione prima e un bonus per chi invece attende qualche anno in più. Tutte queste penalizzazioni sono mirate a far desistere il lavoratore dall’idea di abbandonare il lavoro anticipatamente.

I vantaggi del pensionamento anticipato

Esistono alcuni fattori a vantaggio di chi va in pensione anticipatamente. Chi esce dal lavoro a 62 anni (invece dei 67 previsti per la pensione ordinaria) è vero che rinuncia a diverse centinaia di euro in più sull’assegno, ma finirà per incassare la pensione 5 anni prima. I lavoratori autonomi che decidono di andare in pensione anticipatamente, ovviamente, risparmieranno sui contributi che dovrebbero pagare se proseguissero la propria attività commerciale. La valutazione finale sulla convenienza o meno della pensione anticipata dipende da numerosi fattori fra i quali anche la condizione di salute e la propria condizione finanziaria. Chi ha altre rendite, può anche pensare di percepire assegni inferiori e godersi la pensione anticipatamente, mentre chi invece vivrebbe solo di pensione, probabilmente, farebbe meglio a lavorare qualche anno in più per percepire un assegno più robusto.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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