Gli annunci di lavoro dovranno contenere obbligatoriamente anche i trattamenti salariali previsti dal datore di lavoro
Un nuovo decreto legislativo approvato dal governo il 30 aprile rappresenterà una svolta nel rapporto tra datori di lavoro e lavoratori. In primis il datore di lavoro che pubblica un annuncio di lavoro dovrà indicare dettagliatamente nello stesso annuncio il livello retributivo iniziale o la forchetta di stipendio. L’obbligo di fornire queste comunicazioni servirà a garantire maggiore trasparenza sulla retribuzione. Le comunicazioni sulla retribuzione potranno essere effettuate già nello stesso annuncio o comunque prima del colloquio di lavoro.
La direttiva Ue sulla trasparenza salariale
Con l’approvazione di questo decreto l’Italia ha recepito la direttiva Europea sulla trasparenza retributiva finalizzata a ridurre divario salariale di genere garantendo un’equa retribuzione per un lavoro uguale o di pari valore. Assieme alla Slovacchia l’Italia, al momento, risulta essere l’unico paese che ha già provato un decreto legislativo per adeguarsi alla direttiva. Entro il 30 giugno tutti gli altri paesi dell’Unione Europea dovranno farlo, recependo le normative sulla trasparenza salariale.
Le altre regole
Le nuove regole stabiliscono anche il divieto assoluto imposto al datore di lavoro di chiedere l’entità del salario che il lavoratore guadagnava in precedenza. Alle aziende sarà imposto anche l’obbligo di giustificare eventuali aumenti di stipendio, chiarendo nel dettaglio quali sono le componenti che sono state prese in considerazione per determinare tali maggiorazioni. In Europa la Gran Bretagna è il paese virtuoso per trasparenza salariale. Oltremanica, infatti, il 56% degli annunci riporta sui canali social ufficiali l’entità della retribuzione.
I nuovi diritti dei dipendenti
In Italia solo il 10% degli annunci riporta attualmente informazioni esatte e trasparenti sul salario proposto. Il decreto prevede inoltre che i dipendenti possano richiedere informazioni sui livelli retributivi medi divisi per genere e per categoria di lavoratori che svolgono le medesime mansioni. In questo modo si intende anche rafforzare e migliorare il potere negoziale dei candidati durante la fase di selezione.
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