Nella conferenza stampa di presentazione, lo stesso Carlo Conti aveva messo in preventivo una flessione degli ascolti
L’edizione 2026 del Festival di Sanremo che ha debuttato ieri non è partita sotto i migliori auspici dal punto di vista degli ascolti, avendo fatto registrare i risultati peggiori delle ultime quattro edizioni con una media di 9,6 milioni spettatori tra la prima e la seconda parte. Il 58% di share, se confrontato con il 65,3 della scorsa edizione, rappresenta una battuta d’arresto evidente per la kermesse canora, anche se i dati di ascolto rimangono complessivamente rilevanti se confrontate con le edizioni precedenti nel loro complesso.
Le previsioni di Carlo Conti
Nella conferenza stampa di presentazione lo stesso Carlo Conti aveva già messo le mani avanti, preventivando un calo degli ascolti rispetto ai dati record della precedente edizione. “Non mi esalto se le cose vanno troppo bene – ha spiegato il conduttore toscano in conferenza stampa – ma non mi abbatterò se domani i risultati non saranno quelli attesi, perché tutto sommato devo battere me stesso…”. Il conduttore fiorentino aveva già messo in preventivo un calo di 5 o 6 punti in meno dal punto di vista dello share, ma in realtà i punti persi hanno superato il 7%, con 3 milioni di spettatori in meno rispetto alla precedente edizione. Il calo degli ascolti potrebbe essere anche attribuito ad un cast fatto di cantanti non popolarissimi e l’assenza dei big che hanno proposto le hit più ascoltate nelle passate edizioni.
Il confronto con le edizioni precedenti
Nonostante il calo evidente, i dati di ascolto fatti registrare ieri rappresentano il quarto miglior risultato dal 1997 ad oggi. Le edizioni condotte da Baglioni si erano attestate attorno al 50%, mentre per diversi anni il festival ha faticato a superare il 50% di share sotto le conduzioni di Baudo, Bonolis, Panariello e Fazio. La prima edizione del 2020 condotta da Amadeus, si attestò al 52,2% e in quelle successive si registrò il picco degli ascolti nell’edizione del 2024 con il 65,1%.
L’incognita dei metodi di rilevazione dei dati
Un altro fattore che va tenuto in considerazione è la difficoltà di trovare un metodo di rilevazione dei dati di ascolto che sia attendibile, tenuto conto che oggi i programmi tv vengono visti anche su Smart TV, Raiplay e dispositivi mobile. Le rilevazioni di quest’anno si basano sul meccanismo del “Total audience” che coinvolge anche tutti gli altri dispositivi, mentre in passato il rilevamento dei dati prescindeva dalle altre fonti gli ascolto. Ecco perché, fare un raffronto fedele, è un’impresa ardua. Non bisogna neanche sottovalutare la scelta di chi ha deciso di guardare lo show in differita: una percentuale residuale ma che dovrà essere aggiunta ai dati di ascolto in una fase successiva.
La contro-programmazione
Sui dati rilevati ieri, pende anche l’incognita della contro-programmazione. La prima serata del festival 2026 si è dovuta raffrontare anche con la sfida di Champions League tra Inter e Bodo Glimt. Un match da dentro o fuori che ha calamitato l’attenzione di milioni di appassionati. Adesso bisognerà capire quali saranno i dati di ascolto delle prossime serate (e soprattutto della serata finale), per avere un raffronto più attendibile sullo stato di salute del festival di Sanremo dal punto di vista degli ascolti e del gradimento.
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