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Assegno Unico ridotto a migliaia di famiglie: ecco perchè sta accadendo e chi rischia di più

Con una comunicazione datata 18 settembre 2026 l'Inps ha annunciato di avere avviato approfondimenti su alcune migliaia di pratiche

Assegno Unico ridotto a migliaia di famiglie: ecco perchè sta accadendo e chi rischia di più
Inps

Il pagamento di molte indennità e sussidi legati al reddito è stato sospeso per alcune incongruenze che hanno dato luogo a nuove verifiche

Quando l‘Inps effettua delle verifiche sulla sussistenza di determinati requisiti per continuare a percepire le prestazioni a sostegno del reddito, può accadere che questi sussidi possano essere sospesi o ridotti. Con una comunicazione datata 18 settembre 2026 l’Inps ha annunciato di avere avviato approfondimenti su alcune informazioni autocertificate nelle DSU utilizzate per ottenere l’Isee corrente. Quando scattano queste verifiche (che hanno interessato oltre 5 mila contribuenti), anche le prestazioni subiscono una battuta d’arresto.

La sospensione avvenuta ad ottobre

Il risultato è che ad ottobre migliaia di assegni unici sono stati temporaneamente ridotti al minimo. Il report dell’Inps parla anche di 940 assegni di inclusione revocati e 147 esposti alle Procure. In questa fase avviene il ricalcolo dell’assegno unico in assenza di un Isee valido. Tutto ciò non si traduce nella perdita del diritto alla prestazione, ma solo di una rimodulazione degli importi.

Cosa fare

Prima che queste riduzioni vengono applicate, i beneficiari ricevono una comunicazione dall’Inps in cui gli elementi contestati vengono dichiarati espressamente. Queste situazioni possono richiedere una nuova Dichiarazione sostitutiva unica attraverso i servizi online dell’Inps. E’ anche possibile recarsi presso la sede INPS competente al fine di esibire quei documenti necessari a dimostrare le proprie buone ragioni. I controlli scattano quando non vi è coerenza tra la condizione economica dichiarata e quella risultante dai dati disponibili.

Come evitare ritardi o sospensioni

Per evitare ritardi o sospensioni delle prestazioni, è importante che l’indicatore della propria situazione economica venga aggiornaato continuamente e che non si siano verificati cambiamenti rilevanti, Quando si verificano cambiamenti che riguardano la situazione occupazionale o i trattamenti percepiti, l’aggiornamento deve avvenire entro due mesi. Nell’ambito delle trattative sulla convenzione Isee 2027 l’INPS ha invitato i CAF ad effettuare controlli più capillari sulle autodichiarazioni.

Marco Antonio Tringali

Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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