Ecco quale sarà la situazione in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto
A partire dall‘1 ottobre sarà messa al bando la circolazione delle vetture diesel Euro 5 nelle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto e Reggio Emilia. Si tratta di una misura che scaturisce dal Decreto Infrastrutture (21 maggio 2025 n° 73) che ha fatto slittare al 2026 la scadenza per le regioni per uniformarsi introducendo il divieto nel piano regionale di Qualità dell’aria. Il provvedimento prevede che il divieto non entri in vigore in quelle regioni che si dimostrano in grado di mettere in atto misure compensative equivalenti.
Cosa accadrà in Piemonte
Lo stop sarà imposto non solo per classe ambientale ma anche per data di immatricolazione. Il rischio di blocco della circolazione incomberà sulla auto M1, M2, M3, N1, N2 e N3, immatricolate tra il 2011 e il 2015. Il blocco riguarderà i comuni con più di 100 mila abitanti con limitazioni specifiche riguardanti le fasce orarie, lasciando alle amministrazioni dei comuni con meno di 100 mila abitanti la facoltà di applicare il blocco. La regione Piemonte, anziché agire bloccando la circolazione alle vetture diesel Euro 5, ha deciso di porre in essere misure compensative, introducendo incentivi per i biocarburanti HVO per il trasporto pubblico e per i veicoli diesel Euro 5 ed Euro 6. Sono state stanziate ulteriori risorse per il car sharing e per la mobilità ciclabile. Una misura costata oltre 45 milioni di euro che ha impedito il blocco della circolazione per oltre 300 mila veicoli.
Il blocco auto in Veneto
Anche il Veneto si sta adoperando per mettere in atto misure analoghe a quelle intraprese dalla regione Piemonte per evitare il blocco delle auto che scaricherebbe su tante famiglie a basso reddito il peso economico di questa grave decisione. Tra le misure compensative che verranno adottate potrebbe esserci lo smart working per i dipendenti pubblici nei giorni di allerta PM10 arancione o rossa. In assenza di tali misure verrà bloccata la circolazione delle vetture diesel Euro 5 nei comuni sopra i 100 mila abitanti (Padova, Venezia, Verona, Vicenza) con il fermo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18.
La situazione in Emilia Romagna e Lombardia
Non si sa ancora cosa accadrà in Emilia Romagna dove sono allo studio nuove misure per compensare ed evitare il blocco totale delle vetture diesel Euro 5. Si sta pensando di estendere agli Euro 5 il sistema Move-In, la scatola nera che limita la soglia dei chilometri percorribili in cambio della deroga al blocco orario. Non si esclude neanche il ricorso all’HVO come già accade in Piemonte. Intanto il divieto entrerà già in vigore dal 1° ottobre nei comuni con più di 100 mila abitanti (Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Ravenna, Rimini, Forlì e Piacenza)
La Lombardia, al momento, non sta mettendo mano ad un piano alternativo per evitare il blocco della circolazione delle vetture diesel Euro 5. Dal primo ottobre, se non dovesse accadere nulla, nei giorni feriali dalle 7:30 alle 19:30, non potranno circolare tali vetture nei comuni di Milano, Monza, Brescia e Bergamo. Rimane ancora un lasso di tempo davvero esiguo per evitare un vero e proprio salasso per tante famiglie che usano le vetture familiari per andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola.
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