Aiutare i figli con un bonifico è un gesto frequente ma esistono regole precise: ecco quali e come funziona la tassa dell’8%
In Italia, come in molti altri Paesi, i genitori che girano ai figli una somma di denaro per pagare gli studi, affrontare una spesa imprevista o altri motivi vari, sono davvero tanti. Per milioni di persone è un gesto naturale, che si ripete più volte nel corso degli anni e che di solito non solleva alcun dubbio nemmeno dal punto di vista fiscale. Quando però gli importi crescono, la questione cambia aspetto: su questi trasferimenti esiste infatti una regolamentazione, con la tassa dell’8%, che va conosciuta e rispettata. Ecco in cosa consiste, come riportato da FanPage.it.
L’aliquota dell’8%
Tra genitori e figli, cioè in linea retta, ogni donante può trasferire a ciascun beneficiario fino a un milione di euro senza pagare imposte. Nel calcolo rientrano anche le donazioni già fatte in passato dalla stessa persona. Se la somma supera questa soglia, e la donazione è formalizzata, sulla parte in eccesso si paga il 4%. L’8% scatta invece quando il passaggio di denaro emerge durante un accertamento e il fisco lo qualifica come liberalità indiretta, ai sensi dell’articolo 56-bis del Testo unico sulle successioni e donazioni: anche in questo caso si paga solo sull’eccedenza rispetto al milione. L’imposta di donazione, in genere, è a carico di chi riceve il denaro.
La sentenza della Cassazione
A riportare l’attenzione sul tema è l’ordinanza n. 15315 della Corte di Cassazione, pubblicata a maggio 2026. Il caso riguardava un trasferimento patrimoniale dall’estero di oltre 8 milioni di euro. I giudici non hanno introdotto alcuna nuova tassa sui normali aiuti familiari, tuttavia hanno ribadito un principio chiaro: davanti a somme rilevanti, se mancano documenti che spieghino l’operazione o una giustificazione legale valida, l’Agenzia delle Entrate può considerare quel passaggio una liberalità tassabile. In pratica, per cifre importanti non basta che il denaro sia arrivato da un genitore: serve poterlo dimostrare attraverso ogni carta utile a ricostruire la provenienza dei soldi e lo scopo del versamento.
Casa e piccoli aiuti
L’acquisto della prima casa è un’ipotesi frequente, qui la legge prevede l’esenzione dalle imposte sulle donazioni se il denaro è destinato e collegabile a un atto di compravendita soggetto a imposta di registro o IVA. Gli aiuti quotidiani per il mantenimento o gli studi restano invece fuori dagli accertamenti, in quanto sono considerati liberalità di modico valore, valutate anche in rapporto alla situazione economica di chi versa.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.