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Bonifici tra genitori e figli vietati? Ecco cosa dice l’attuale normativa e quali sono i rischi

Un bonifico di importo rilevante con causale generica potrebbe destare sospetti: ecco quali sono gli errori da non commettere

Bonifici tra genitori e figli vietati? Ecco cosa dice l’attuale normativa e quali sono i rischi
Fonte PEXELS

Cosa prevedono le normative in vigore sui bonifici tra genitori e figli: i falsi miti da sfatare

Alcuni video diventati virali sui social hanno scatenato il panico ipotizzando controlli più severi del fisco anche per i bonifici tra parenti. Secondo tali indiscrezioni, tra l’altro palesemente infondate, il fisco avrebbe attuato un giro di vite applicando sanzioni nel caso di spostamento di denaro dai genitori ai figli senza adeguate e motivazioni. In realtà nel 2026 non sono state approvate leggi più restrittive di quelle attualmente in vigore.

Cosa prevede l’attuale legge

Le attuali regole pongono sotto la lente ingrandimento del fisco lo spostamento di ingenti somme anche in ambito familiare. Questo non vuol dire che basti un semplice bonifico di 100 euro fatto dai genitori ai figli per far scattare controlli o sanzioni. Se queste donazioni dovessero diventare frequenti e di importo rilevante, l’Agenzia delle Entrate potrebbe chiedere chiarimenti o spiegazioni. Rimane perfettamente legittimo inviare denaro ai figli per aiutarli o concedere dei prestiti occasionali. I problemi possono nascere quando manca una concreta possibilità di dimostrare che si tratta solo ed esclusivamente di un prestito o di un aiuto ai figli. Per questa ragione è importante sempre inserire una causale che spieghi in maniera esaustiva il motivo del bonifico.

La causale

In presenza di un bonifico senza causale o di una causale troppo generica, il movimento di denaro potrebbe apparire sospetto. I veri rischi nascono non dal bonifico in sè stesso ma dall’assenza di una motivazione convincente e dimostrabile. Se lo spostamento di denaro non è coerente con i redditi dichiarati, le possibilità che possano scattare dei controlli sono molto elevate. Il fisco potrebbe chiedere dei chiarimenti. in assenza delle quali, potrebbe presumere che possa trattarsi di proventi non dichiarati. Occorre poi fare chiarezza sulla distinzione netta che riguarda bonifici e donazioni. Un bonifico non costituisce automaticamente una donazione, ma se uno spostamento di denaro è molto rilevante, è normale che l’operazione possa finire sotto la lente d’ingrandimento del fisco.

Conclusione

La regola aurea per non destare sospetti è quella di descrivere sempre con cura le ragioni dei movimenti bancari, senza lasciare nulla al caso. In conclusione è falso affermare che esistono nuove leggi che vietano bonifici tra parenti. E’ invece corretto affermare che il fisco controlla tutti quei movimenti sospetti nel caso di bonifici ricorrenti o di elevato importo, che non vengono chiaramente o esaustivamente spiegati nella causale.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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