Conferma del bonus asilo nido 2026 con importanti novità per sostenere le famiglie italiane e il rientro al lavoro delle mamme: tutto ciò che c’è da sapere
Anche per il 2026 il bonus asilo nido è stato confermato come una delle principali misure di sostegno alla genitorialità, pensata per aiutare le famiglie italiane a far fronte alle spese legate alla cura dei più piccoli. Il contributo resta un punto di riferimento soprattutto per le mamme lavoratrici, le quali possono contare su un aiuto economico concreto nei primi anni di vita dei figli. Rispetto allo scorso anno, però, il bonus si presenta con diverse novità che ampliano la platea dei beneficiari e i servizi coperti. Ecco come funziona il bonus asilo nido nel 2026, come riportato da tg24sky.it.
Cos’è il bonus
Il bonus asilo nido è un contributo economico riconosciuto dall’INPS alle famiglie con bambini fino a 36 mesi di età per sostenere le spese di frequenza dei servizi educativi per la prima infanzia. Può essere richiesto dai genitori, cittadini italiani o stranieri residenti in Italia, a condizione che il minore per cui si presenta domanda sia iscritto a un servizio riconosciuto. L’importo varia in base all’ISEE minorenni e può arrivare fino a 3.600 euro annui per i bambini nati dal 2024 nelle famiglie con redditi più bassi. La domanda va presentata online sul sito INPS o tramite patronato, allegando la documentazione che dimostri il pagamento della retta o, in alcuni casi, l’Iscrizione alla struttura. In assenza di ISEE il contributo viene comunque riconosciuto ma nella misura minima prevista.
Le novità 2026
Dal 2026 il bonus asilo nido viene ampliato e non riguarda più soltanto asili nido pubblici e privati autorizzati. Il contributo include anche micronidi, sezioni primavera, spazi gioco, servizi educativi in contesto domiciliare e altre strutture integrative riconosciute dalle normative regionali. Le domande presentate dal 1° gennaio 2026, se accolte, avranno validità anche per gli anni successivi fino ad agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni (previa verifica dei requisiti). Cambiano anche le modalità di documentazione: per gli asili con pagamento posticipato è sufficiente dimostrare l’iscrizione o l’inserimento in graduatoria. Un’altra buona notizia: l’INPS procederà a rivedere le domande respinte negli anni precedenti alla luce delle nuove regole.
Altre informazioni utili sul bonus asilo nido
Il bonus viene erogato mensilmente per un massimo di undici mensilità all’anno e non può superare l’importo effettivamente pagato per la retta; esso, inoltre, non è cumulabile con le detrazioni fiscali per la frequenza dell’asilo nido. È prevista anche una forma di contributo per l’assistenza domiciliare nei casi di gravi patologie croniche che impediscono al bambino di frequentare l’asilo, previa presentazione di certificazione pediatrica aggiornata ogni anno. La domanda deve essere presentata entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento e, in caso di più figli, va inoltrata una richiesta distinta per ciascun bambino. L’assegno unico non incide sul calcolo dell’ISEE ai fini del bonus.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.