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Bonus mamme 2026: prende il via la nuova versione del contributo con importi più alti, ecco a chi spetta

Il bonus riconosce, per l’anno 2026, un’integrazione al reddito in favore delle lavoratrici madri con due o più figli

Bonus mamme 2026: prende il via la nuova versione del contributo con importi più alti, ecco a chi spetta
Bonus mamme, foto Pixabay

Nuovo bonus mamme 2026, le istruzioni dell’Inps: requisiti, importi e come presentare la domanda

Il 2026 segna l’avvio della versione 2.0 del bonus per le lavoratrici madri, una misura ponte che anticipa la futura decontribuzione strutturale prevista dal 2027. L’INPS, con la circolare n. 106/2026, ha confermato che il beneficio sarà riconosciuto anche quest’anno, con un aumento dell’importo mensile e regole sostanzialmente speculari a quelle introdotte nel 2025. La novità più evidente riguarda l’importo: il bonus passa da 40 a 60 euro mensili, per un massimo di 720 euro annui, interamente esentasse e non rilevanti ai fini ISEE. Il contributo viene calcolato sui mesi effettivamente lavorati nel 2026, sia come dipendenti sia come autonome, e sarà erogato in un’unica soluzione a dicembre, come già anticipato dall’Istituto.

Chi può richiederlo: requisiti familiari e lavorativi

La misura è destinata alle lavoratrici con almeno due figli, con due diverse soglie anagrafiche:

  • Due figli: il più piccolo deve avere meno di 10 anni;
  • Tre o più figli: il figlio più piccolo deve avere meno di 18 anni.

 

Il diritto nasce dal mese di nascita del secondo o del successivo figlio e rimane valido anche in caso di decesso o affidamento esclusivo al padre, poiché il requisito si “cristallizza” al momento in cui si verifica. Una distinzione importante riguarda le madri con tre o più figli: se titolari di un contratto a tempo indeterminato, il bonus non spetta. In questi casi, infatti, può attivarsi l’esonero totale dei contributi IVS previsto dalla legge di Bilancio 2024, fino a 3.000 euro annui. Il contributo economico resta invece pienamente accessibile alle madri con due figli, anche se assunte stabilmente.

Sono inoltre escluse:

  • le lavoratrici domestiche;
  • le titolari di cariche sociali;
  • le imprenditrici non iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie

 

Il tetto di reddito: massimo 40.000 euro annui

Per accedere al bonus, il reddito da lavoro complessivo del 2026 non deve superare 40.000 euro annui. Nel calcolo rientrano:

  • redditi da lavoro dipendente e autonomo;
  • indennità sostitutive della retribuzione (maternità, malattia, cassa integrazione);
  • redditi al netto dei contributi obbligatori per le dipendenti;
  • Non vengono considerati NASpI, DIS-COLL e trattamenti pensionistici.

Domanda e pagamento: apertura del servizio a breve

Il bonus non è automatico: serve una domanda all’INPS, da presentare tramite:

  • portale INPS con SPID/CIE/CNS;
  • Contact Center;
  • patronati.

La lavoratrice dovrà dichiarare il rispetto dei requisiti e indicare il codice fiscale dei figli (o documentazione equivalente se residenti all’estero). L’INPS effettuerà controlli automatizzati e comunicherà con un messaggio dedicato la data di apertura del servizio. Il bonus mamme 2026 rappresenta una misura transitoria in attesa dell’avvio della decontribuzione strutturale per le lavoratrici con meno di tre figli, prevista dal 1° gennaio 2027. Fino ad allora, il contributo economico rappresenterà lo strumento principale di sostegno al reddito per le madri lavoratrici con almeno due figli.

Marco Antonio Tringali

Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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