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Canone Rai, nel 2027 verrà ridotto a 70 euro? Ecco cosa c’è di vero

Un emendamento passato al Senato lascia aperto uno spiraglio all’ipotesi del taglio del Canone Rai 2027

Canone Rai, nel 2027 verrà ridotto a 70 euro? Ecco cosa c’è di vero
Canone Rai (Foto archivio)

Dalla bolletta elettrica al nuovo modello: cosa potrebbe cambiare

Il tema dibattutto del Canone Rai torna al centro della scena politica anche in occasione della Legge di Bilancio 2027. Tra gli emendamenti approvati in Commissione Ambiente del Senato spicca la proposta di ridurre l’importo annuale del tributo, portandolo dagli attuali 90 euro a 70. Una misura che, se confermata, rappresenterebbe il primo intervento significativo sul canone da diversi anni a questa parte. Si tratta, per la precisione, di un provvedimento di natura programmatica che introduce una clausola sospensiva che rimanda tutto a un decreto attuativo del Ministero dell’Economia. Solo se verranno individuate le coperture necessarie, lo sconto diventerà effettivo. In caso contrario, la tariffa resterà congelata a 90 euro anche nel 2027.

Impatto sulle famiglie: un risparmio simbolico

Il tema delle coperture rimane cruciale anche perchè una eventuale riduzione di 20 euro per famiglia comporterebbe mancate entrate stimate tra 420 e 440 milioni di euro per la Rai, una cifra che lo Stato dovrebbe compensare con fondi pubblici. Dal punto di vista dei contribuenti l’importo che si risparmierebbe si aggirerebbe attorno agli 1,60 euro al mese. Una cifra troppo contenuta per incidere realmente sul bilancio familiare, ma comunque significativa sul piano politico, perché segnala la volontà di intervenire su un tributo percepito da anni come “obbligatorio e poco trasparente”.

Le possibili opzioni

Il Canone Rai è stato inserito nella bolletta elettrica nel 2016 con l’obiettivo di ridurre l’evasione fiscale, che all’epoca superava il 25%. A distanza di dieci anni, il Governo e il Parlamento stanno valutando alternative che alleggeriscano il peso sulle famiglie e rendano il sistema più equo. Tra le ipotesi circolate negli ultimi mesi vi è quella di un canone modulato sul reddito, con fasce agevolate o di  un contributo legato ai servizi digitali, considerando che la fruizione televisiva si è spostata sempre più online.  Allo studio anche una possibile’abolizione del canone come tassa diretta, sostituendolo con un contributo universale simile a quello adottato in altri Paesi europei.

Sostenibilità economica e missione pubblica

La riduzione del canone riaccende anche il dibattito sul ruolo della Rai. Con un taglio di oltre 400 milioni, la televisione di Stato dovrebbe rivedere:

  • investimenti in produzioni originali;
  • costi del personale;
  • spese per l’informazione regionale;
  • sviluppo delle piattaforme digitali.

Alcuni parlamentari temono che una riduzione non compensata possa indebolire la missione di servizio pubblico, mentre altri sostengono che la Rai debba modernizzarsi e razionalizzare i costi. Mentre dai banchi delle opposizioni vengono richieste a gran voce le garanzie sulla qualità del servizio pubblico, la maggioranza rivendica l’impegno a ridurre la pressione fiscale e a rivedere un tributo considerato obsoleto. Il Governo, per ora, mantiene una posizione prudente: la riduzione è possibile, ma solo se non compromette la sostenibilità finanziaria della Rai.

Adesso il provvedimento dovrà completare l’iter parlamentare. Solo al termine sarà chiaro se il canone scenderà davvero a 70 euro o resterà invariato. La sensazione, al momento, è che la strada verso la riduzione sia praticabile ma non garantita: tutto dipenderà dalla capacità del Ministero dell’Economia di reperire le risorse necessarie.

Marco Antonio Tringali

Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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