La nuova manovra finanziaria ha cancellato del tutto alcune misure per andare in pensione anticipatamente: ecco quali rimarranno in vigore
La nuova manovra finanziaria ha di fatto reso la vita molto più complicata a coloro che vogliono andare in pensione anticipatamente. Con le nuove regole, andare in pensione prima dei 67 anni rimarrà un miraggio soprattutto per coloro che speravano di farlo con Quota 103 e Opzione donna, che sono state definitivamente cancellate. Con la nuova finanziaria, per andare in pensione anticipatamente si potranno seguire solo ed esclusivamente i canali tradizionali. Insomma, bisognerà mettersi il cuore in pace e lavorare almeno fino a 67 anni se si sono maturati anche i requisiti contributivi.
La pensione anticipata ordinaria
In virtù delle nuove regole, tanti lavoratori dovranno rivedere i propri piani o valutare eventuali alternative che comporteranno notevoli sacrifici sull’assegno pensionistico. L’unico requisito che rimane ancora in vigore per andare in pensione anticipatamente è quello della pensione anticipata ordinaria che per gli uomini si raggiunge con 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre per le donne il requisito è di 41 anni e 10 mesi di contributi. In questo caso, una volta raggiunti requisiti contributivi, non avrà più importanza l’età anagrafica. Chi decide di andare in pensione con questa modalità dovrà comunque rispettare le finestre temporali. Chi matura i requisiti, per esempio, a febbraio, percepirà il primo assegno pensionistico a partire da maggio.
La pensione di vecchiaia
L’altro canale che consentirà di andare in pensione anticipatamente è la pensione di vecchiaia per chi non ha raggiunto i requisiti contributivi ordinari. In questo caso occorre aver compiuto 67 anni e aver accumulato 20 anni di contributi per poter andare in pensione. A differenza della pensione anticipata ordinaria, chi va in pensione con la pensione di vecchiaia riceverà il primo assegno pensionistico il mese successivo senza alcuna finestra mobile. Chi non ha invece maturato i vent’anni di contributi, non potrà accedere alla pensione di vecchiaia e dovrà accontentarsi di canali alternativi come l’assegno sociale, una misura che viene accordata solo in presenza di requisiti economici stringenti e che comunque ha un importo molto modesto.
L’Ape Sociale
La nuova finanziaria ha invece cancellato del tutto Opzione donna, uno strumento che per diversi anni ha consentito alle donne lavoratrici di anticipare il pensionamento. Rimane invece in vigore, ma in maniera più circoscritta, l’Ape Sociale per accedere alla quale bisognerà rispettare determinate condizioni. Bisogna infatti aver versato almeno 30 anni di contributi e aver raggiunto i 63 anni e cinque mesi di età. Si tratta di una indennità ponte finalizzata ad accompagnare il lavoratore al raggiungimento della pensione di vecchiaia.
Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.