Un bonifico di rilevante importo e senza causale può insospettire il fisco: ecco come scriverla
Le attuali normative non consentono di poter versare cifre importanti ai figli tramite bonifici a cuor leggero. Spostare i soldi da un conto a un altro, senza una causale efficace e ben argomentata, può diventare un vero e proprio boomerang a livello fiscale poiché espone il titolare del conto a dei controlli certosini o a eventuali incomprensioni con l’Agenzia delle Entrate. Anche se la causale non rappresenta un elemento essenziale del bonifico, quando si spostano cifre rilevanti è opportuno che venga sempre inserita e indicata in maniera precisa e puntuale.
L’importanza della causale
Una causale ben fatta, oltre a dover essere argomentata in maniera puntuale, deve anche contenere dei riferimenti temporali al fine di evitare equivoci. Ad esempio quando si paga un canone di locazione, è sempre opportuno inserire anche a quale mese e anno si riferisce il pagamento. Tutto questo è fondamentale sia ai fini probatori, qualora l’Agenzia delle Entrate dovesse svolgere delle indagini, sia di carattere pratico perché ci consente di poter tracciare i nostri trasferimenti di denaro.
L’orientamento della Cassazione
Quando uno spostamento di denaro di rilevante entità, non è giustificato correttamente, il rischio che si può correre è quello di esporsi ad accertamenti specifici eseguiti dall’amministrazione finanziaria. A suffragare questi controlli vi è anche una recente sentenza della Cassazione, la numero 16.850 del 19 giugno 2024, in cui viene ammesso l’accertamento da parte dell’amministrazione finanziaria qualora il contribuente non sia in grado di fornire e giustificare dei prelievi o dei versamenti effettuati sui conti correnti a lui riconducibili. Quando si effettuano pagamenti ben specifici, come ad esempio la locazione e l’affitto, un prestito ad un figlio o un genitore, un pagamento di qualunque tipo, o una spesa per ristrutturare la prima casa, è sempre fondamentale che la causale venga indicata in maniera precisa e non venga omessa per non esporsi al rischio di controlli e di indagini approfondite da parte dell’amministrazione finanziaria.
Donazione diretta e indiretta
La legge attuale ritiene nullo, per mancanza di atto pubblico, il bonifico di una somma di denaro effettuato per spirito di liberalità. Anche una recente sentenza della Cassazione del 2017 ha stabilito che la donazione diretta deve essere effettuata attraverso un atto pubblico a pena di nullità, mentre la donazione indiretta, anche se rappresenta uno strumento più rapido ed economico per donare soldi ai figli, deve rispettare comunque in ogni caso le norme fiscali e successorie, anche se non obbliga il donante a sottoscrivere un atto pubblico.
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