Altri paesi hanno già introdotto la Didattica a Distanza per fronteggiare l’emergenza energetica: cosa farà l’Italia?
La carenza di carburante causata della chiusura dello stretto di Hormuz determinata al conflitto scoppiato in Medio Oriente, sta evidenziando sempre di più la necessità di intraprendere misure straordinarie volte a ridurre i consumi energetici. Una delle idee che circola in queste ore è quella che riguarda la scuola e che potrebbe sostanzialmente riportare indietro di qualche anno le lancette dell’orologio. Il governo, infatti, starebbe meditando di tornare alla cosiddetta Didattica a Distanza qualora la crisi in Medio Oriente dopo essere protrarsi ulteriormente.
Potrebbe tornare l’incubo della pandemia
Sostanzialmente si sta pensando a mettere in atto una serie di misure che potrebbero essere molto simili a quelle messe in campo per arginare le conseguenze della pandemia. Nel 2020 con la didattica da casa si cercò di gestire l’isolamento sociale anche per ridurre le possibilità di contatti sociali e di contagi. Alcune delle misure emergenziali prese durante la pandemia, stanno dunque tornando in auge nelle agende di alcuni stati membri dell’Ue che stanno tentando così di arginare i rischi legati alla carenza di fonti energetiche.
Le posizioni del governo e l’allarme lanciato dall’Anief
Cresce dunque, di ora in ora, la possibilità che le istituzioni possano intraprendere misure che possano incidere pesantemente sulla vita sociale e sulla quotidianità. Il tema del ritorno alla didattica a distanza è stato rispolverato dal presidente dell’Anief, il sindacato del personale scolastico, Marcello Pacifico, in una sua esternazione recente. Proprio Pacifico ha evocato gli spettri di un ritorno a questa forma di didattica da casa se la crisi energetica dovesse acuirsi ulteriormente e se lo scenario in Medio Oriente non dovesse cambiare. Si tratta di una misura che non è stata esplicitamente esclusa neanche dal presidente del Consiglio, mentre il ministro Valditara si è detto certo che la didattica a distanza non sarà contemplata in alcun modo nelle politiche che il governo intenderà attuare per fronteggiare l’emergenza.
Le misure già messe in atto
Al momento l’unica misura messa realmente in atto dal governo per fronteggiare la crisi è stata quella che ha ridotto le accise sul carburante per alleviare l’impatto economico dell’aumento del costo della benzina. Ma il protrarsi del conflitto in Medio Oriente potrebbe suggerire misure molto stringenti che potrebbero incidere sulla socialità, fra le quali anche l’obbligo di circolazione a targhe alterne.
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