Dopo gli aumenti del gas e del carburante, in arrivo nuovi aumenti che riguarderanno altri beni e servizi
La guerra in Iran, oltre ad avere già manifestato un impatto devastante sulla stabilità del medio-oriente, rischia di tradursi in un vero e proprio salasso per le famiglie italiane, già alle prese da diversi anni con i rincari della spesa e dei costi energetici. Proprio i costi di luce e gas, a breve, potrebbero salire significativamente gravando pesantemente sui bilanci familiari. Secondo le prime stime diffuse dalle associazioni dei consumatori, si parla di rincari nell’ordine dei 280 euro circa per il gas e di 90 euro circa per l’elettricità. In pratica le famiglie si ritroverebbero a dover sborsare in media 2.800 euro l’anno, +15% rispetto alle stime pre-crisi. Una crescita davvero ragguardevole.
Petrolio e carburanti
Anche se nelle ultime ore si è paventata la possibilità di una riapertura dello Stretto di Hormuz, i rincari del greggio degli ultimi giorni sono stati causati proprio dal rischio di un taglio netto dell’offerta che potrebbe far salire ancora il prezzo dell’oro nero con notevoli riflessi sul carburante alla pompa e sul prezzo del gas.Al momento, in Italia, i prezzi medi nazionali della benzina verde hanno raggiunto quota 1,76 al litro, mentre per il gasolio gli aumenti medi hanno raggiunto quasi i 19 centesimi superando 1,90 al litro. Questi aumenti avranno notevoli ripercussioni sui prezzi dei generi alimentari e sui servizi perchè impatteranno enormemente sul settore trasporti.
Le incognite legate alla chiusura dello stretto di Hormuz
Lo Stretto di Hormuz rappresenta, dal punto di vista geografico, un vero e proprio collo di bottiglia cruciale per il commercio marittimo nel medio-oriente. Se dovessero ancora verificarsi notevoli ritardi nella consegna delle merci, ad andare in sofferenza sarebbe l’intera filiera logistica, perché i porti non vanno intesi soltanto come punto di arrivo delle merci, ma rappresentano uno snodo ineludibile per l’approdo delle merci in altri contesti geografici. Questo ritardo, avrebbe delle ricadute notevoli sui consumatori, in termini di disagi e di prezzi.
Voli e prodotti agricoli
A rischio sono soprattutto i voli con un aumento del costo dei biglietti che potrebbe essere a doppia cifra da parte delle compagnie per via del rincaro dei prezzi del carburante. L’aumento del costo della produzione dei fertilizzanti agricoli potrebbe causare ulteriori rincari di frutta e verdura, senza contare l’impatto che i nuovi scenari di guerra potrebbero avere anche sul Made in Italy. Si stima che le aziende italiane movimentino circa 27,8 miliardi in termini di export manifatturiero verso il Medio Oriente (circa il 5% delle vendite manifatturiere italiane).
Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.