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In pensione con 28 anni di contributi? Ecco la soluzione prevista con la nuova finanziaria

Ape sociale 2026, pensione anticipata anche con 28 anni di contributi: ecco chi potrà farlo nel nuovo anno

In pensione con 28 anni di contributi? Ecco la soluzione prevista con la nuova finanziaria
Inps (Foto Ansa)

L’Ape Sociale è l’unica forma di agevolazione previdenziale che è stata confermata con la nuova finanziaria dopo la cancellazione di Opzione Donna e Quota 103

Esistono delle vie d’uscita dal mondo del lavoro con soli 28 anni di contributi? La risposta è positiva ma non per tutti. In linea generale è possibile anticipare l’uscita dal mondo del lavoro facendo ricorso all’Ape Sociale, uno strumento previdenziale previsto solo per determinate categorie di lavoratori. Per le donne che sono lavoratrici madri, l’Ape Sociale prevede una quantità di contributi inferiore per andare in quiscenza con largo anticipo rispetto ai requisiti per la pensione ordinaria.

La soluzione per le lavoratrici madri

La formulazione ordinaria prevede almeno 30 anni di contributi versati per poter andare in pensione con l’Ape Sociale. Esiste una possibilità per andare in pensione anche con “soli” 28 anni di versamenti per determinate categorie tutelate. Stiamo parlando delle lavoratrici madri che hanno avuto una carriera costellata da continue interruzioni proprio a causa della maternità.

Ape Sociale, a chi spetta

Con la recente legge finanziaria l’Ape Sociale è rimasta l’unica forma di pensionamento anticipato dopo la cancellazione definitiva di Opzione Donna e Quota 103. Il cosiddetto Anticipo Pensionistico Sociale risulta appannaggio degli invalidi civili con almeno il 74%, disoccupati involontari che hanno terminato la Naspi, caregiver che assistono familiari disabili conviventi da almeno 6 mesi e di coloro che svolgono mansioni usuranti o gravose in 7 degli ultimi 10 anni di lavoro o in 6 anni degli ultimi 7 lavorati.

I requisiti

Per poter andare in pensione con l’Ape Sociale occorre aver versato almeno 30 anni di contributi (se invalidi, caregiver o disoccupati) e aver raggiunto i 63 anni e 5 mesi di età. Sono richiesti 36 anni di contributi per gli addetti ai lavori gravosi. L’Ape Sociale non è una pensione vera e propria ma si configura come una prestazione assistenziale che serve ad accompagnare il lavoratore fino al momento in cui maturano i requisiti anagrafici per la pensione ordinaria, vae a dire 67 anni di età. In ogni caso l’importo dell’Ape Sociale non può superare i 1.500 euro mensili e non è prevista la reversibilità. Non è neanche compatibile con la cumulabilità con redditi da lavoro.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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