L’Inps consentirà di effettuare piani di rateizzazione più lunghi e di ottenere una seconda dilazione per i debiti che maturano successivamente
Nei prossimi anni la mano tesa del fisco nei confronti dei contribuenti in difficoltà economica si allungherà anche ai debiti contributivi che potranno essere onorati sfruttando meccanismi di flessibilità e lunghe rateizzazioni al fine di mettersi in regola. A spiegare nel dettaglio questa nuova possibilità è stata la circolare numero 60 del 21 maggio del 2026 con cui l’INPS ha ridefinito requisiti, criteri e modalità per dilazionare i debiti contributivi, con rateizzazioni che possono arrivare fino a 5 anni.
Di cosa si tratta
Si tratta di una procedura che aiuterà le imprese, i lavoratori autonomi e i contribuenti a rientrare dai propri debiti previdenziali ammortizzando pian piano le uscite ed evitando onerose procedure di recupero che potrebbero aggravare le situazioni critiche. Si tratta di una procedura semplificata e flessibile che verrà applicata a tutte le domande presentate dal 21 maggio di quest’anno in poi ma che potrebbe essere estesa anche alle istanze già presentate, con qualche distinguo.
Chi potrà richiedere la rateizzazione
Si potrà applicare la procedura di rateizzazione solo ed esclusivamente ai debiti che non sono già stati affidati all’agente della riscossione e che non sono stati iscritti al ruolo. La nuova procedura più snella consentirà la dilazione fino a 36 rate mensili per i debiti fino a 500 mila euro, mentre per importi superiori sarà possibile richiedere una rateizzazione fino a 60 rate. Questa possibilità non verrà accordata indistintamente a tutti quei contribuenti e a tutte le aziende: sarà necessario dimostrare di versare in temporanee condizioni di difficoltà economico-finanziaria. In questa procedura potranno rientrare tutti i debiti verso l’INPS che riguardano omissioni, contributi versati in ritardo (o non versati), debiti emersi da controlli ispettivi o addebiti risultanti da verifiche d’ufficio.
Le seconde dilazioni
Il nuovo regolamento ha introdotto anche la possibilità di ottenere una seconda dilazione, vale a dire un nuovo piano di rateizzazione quando emergono nuovi debiti o quando persiste la situazione di difficoltà economiche. La seconda dilazione può essere accordata quando emergono nuovi debiti successivi al primo piano di rateizzazione o per i contributi che sono maturati durante la fase di pagamento delle rate. Coloro che decadono dal piano di rateizzazione per i mancati versamenti delle rate, non potranno chiedere una seconda dilazione.
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