A causa di un errore banale molti contribuenti rischiano di perdere il bonus fiscale: ecco i dettagli
Un disguido legato alle recenti modifiche introdotte con la scorsa Legge di Bilancio potrebbe far perdere delle prestazioni a centinaia di migliaia di contribuenti italiani. Si tratta di un problema rilevante che ha origine nella modifica che ha sostanzialmente trasformato il taglio del cuneo da un semplice sconto sui contributi previdenziali ad una sorta di Bonus IRPEF. Per ottenere questa agevolazione è fondamentale compilare la Certificazione Unica senza commettere errori. Il vero nodo, però, si è verificato nella compilazione della casella 718. Molte certificazioni conterrebbero un codice errato che potrebbe comportare la negazione di una legittima agevolazione e che potrebbe, paradossalmente, attribuire agevolazioni a quei contribuenti carenti nei requisiti. Un vero e proprio caos dal quale sarà complicato uscirne.
Cosa prevede la legge
La nuova riforma ha stabilito che coloro che dichiarano redditi complessivi inferiori a 20.000 euro possono beneficiare di una quota detassata pari al 4,8%, 5,3% o 7,1% dello stipendio annuo, fino a un tetto massimo di 960 euro. E’ prevista, invece, un’altra detrazione per i redditi compresi tra i 20.000 e i 40.000 euro che va dai 1.000 euro per la fascia fino a 32.000 euro fino ad aumentare proporzionalmente per i redditi fino a 40 mila euro. La paternità di questo errore di fondo va attribuita all’Inps che ha inserito il “codice 2” nel rigo 718 delle certificazioni emesse per determinate prestazioni come la maternità, la Naspi o la disoccupazione agricola. Si tratta di sussidi che sostituiscono il reddito da lavoro dipendente e che rientrano nel conteggio finalizzato all’attribuzione del diritto agli sconti.
La denuncia dei Caaf Cgil
Questa situazione per certi versi imbarazzante che rischia di negare un diritto a molti contribuenti, è stata apertamente denunciata dai Caaf Cgil, inducendo l’Inps a doversi attivare per introdurre le modifiche necessarie. L’ente di previdenza, per ovviare a questo inconveniente, ha pubblicato online le nuove dichiarazioni aggiornate trasferendo le relative informazioni nelle precompilate (accessibili dal 30 aprile). La situazione più complicata rimane quella dei 6 milioni di italiani che inviano la dichiarazione precompilata senza avvalersi del supporto di un Caf rischiando così di perdere sconti e agevolazioni fiscali.
Come rimediare
L’unico rimedio per le aziende potrebbe essere quello di reinviare una CU rettificata, ma in questo caso sarebbero costrette a dover sborsare un centinaio di euro per ogni CU per pagare la multa prevista in questi casi. Ecco la ragione per la quale, la Cgil e il Consorzio Caaf, hanno chiesto alle istituzioni preposte di sospendere le sanzioni relative a questo specifico errore. Per evitare di incappare in questo disguido, l’invito rivolto ai lavoratori rivolgo dai Caaf è quello di controllare accuratamente la sezione dedicata agli importi non concorrenti al reddito, soprattutto ispezionando il campo 718. In caso di dubbi, è sempre opportuno farsi supportare da esperti del settore.
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