A Roma sempre più parrocchetti verdi popolano parchi e quartieri della città: ecco cosa significa
Negli ultimi anni, passeggiando per i parchi o anche tra i palazzi di Roma, è sempre più frequente imbattersi in stormi rumorosi di piccoli uccelli verdi dall’aspetto esotico: questi animaletti si muovono compatti, veloci e chiassosi, attirando l’attenzione di residenti e turisti. A prima vista possono sembrare semplici pappagallini scappati da qualche gabbia, in realtà rappresentano una presenza stabile e ormai diffusa. Questi animali, chiamati parrocchetti, non sono originari del territorio italiano ma sono stati introdotti dall’uomo e hanno trovato nella Capitale un habitat ideale, al punto che oggi si parla di una vera e propria invasione urbana. Ecco cosa comporta la presenza costante dei parrocchetti a Roma, come spiegato a FanPage.it dal Professor Bruno Cignini, docente di Conservazione e Gestione della Fauna Urbana all’Università degli Studi di Tor Vergata.
I due tipi di parrocchetti
A Roma non esiste una sola tipologia di questi uccelli ma due specie distinte che spesso vengono confuse tra loro: il parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus) e il parrocchetto dal collare (Psittacula krameri). Entrambi sono di colore verde e condividono comportamenti simili, come il volo rapido e diretto e una forte socialità che li porta a muoversi in gruppi anche numerosi. La loro caratteristica più evidente, come spiegato dall’esperto, è la vocalizzazione continua, utilizzata per mantenere il contatto durante gli spostamenti. Il parrocchetto monaco si riconosce per le dimensioni leggermente più contenute e per il piumaggio grigio su petto e testa, quello dal collare invece è più grande con becco rosso e, nei maschi, un anello scuro intorno al collo. Queste specie provengono da aree molto lontane: il monaco dal Sud America, quello dal collare da Africa e Asia. Arrivati in Italia probabilmente come animali domestici, alcuni esemplari sono stati liberati o fuggiti e sono riusciti a sopravvivere (e riprodursi) anche in condizioni climatiche non sempre favorevoli.
Diffusione e impatto
Le prime presenze documentate a Roma risalgono alla fine degli anni Settanta, quando piccoli gruppi iniziarono a essere avvistati in alcune aree verdi della città. Con il tempo, grazie alla loro grande adattabilità, questi uccelli hanno iniziato a riprodursi e ad espandersi progressivamente, colonizzando parchi e quartieri urbani. Un episodio emblematico riguarda i parrocchetti monaci che negli anni Ottanta vivevano in una voliera nella zona della Caffarella e, una volta abbandonati, si sono diffusi rapidamente nell’area circostante. Oggi la loro presenza non è limitata alla Capitale ma interessa anche altre regioni italiane, seppur con concentrazioni maggiori nel Lazio. Il problema principale riguarda l‘impatto sulle specie autoctone: i parrocchetti dal collare occupano cavità naturali utilizzate da altri uccelli, come storni e picchi, scacciandoli dai loro habitat.
Altre caratteristiche e rischi
Oltre alla competizione con le specie locali, il Professor Cignini ha spiegato che i parrocchetti possono creare problemi anche alle attività agricole, nutrendosi di germogli, frutti e coltivazioni, soprattutto nelle zone periferiche della città e nella campagna romana. La loro espansione verso aree come Maccarese (sul litorale Nord di Roma) preoccupa proprio per l’impatto sulle produzioni.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.