E’ in arrivo la circolare Inps per la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature: le nuove regole
Anche l’estate 2026 che ufficialmente è iniziata domenica 21 giugno, sarà caratterizzata da frequenti ondate di caldo che metteranno a dura prova la salute dei lavoratori esposti ad alte temperature. Per questa ragione sta per arrivare la nuova circolare dell’INPS che riepilogherà tutti gli strumenti normativi che sono stati introdotti negli ultimi anni per permettere alle aziende di gestire queste ondate di caldo riducendo o sospendendo di volta in volta le attività lavorative quando il caldo raggiungerà picchi eccessivi e insostenibili.
Le regole da rispettare
L’eccessivo caldo che costringerà le aziende a dover lavorare a singhiozzo comporterà però il diritto di poter accedere ai vari ammortizzatori sociali previsti dalla legge in presenza di condizioni climatiche estreme. Il messaggio dello scorso anno (il numero 2130 del 3 luglio 2025) aveva già chiarito nei dettagli tutte le regole che sono state introdotte per l’integrazione salariale o la riduzione delle attività derivanti da precise ordinanze emanate dalle Regioni o dai Comuni. In questo caso l’integrazione sarà richiesta per l’esigenza di sospendere o ridurre l’attività per ordine di pubblica autorità per causa indipendenti dalla volontà dell’azienda o dei lavoratori.
La causale da indicare
Gli ammortizzatori sociali potranno essere applicati anche per determinate fasce orarie in cui non è possibile svolgere le attività all’aria aperta per il grande caldo. Se le temperature estreme rendono lo svolgimento del lavoro rischioso o addirittura impossibile, le aziende possono far ricorso alla cassa integrazione indicando nella causale della richiesta “evento meteo per temperature elevate”. In genere le temperature incompatibili con lo svolgimento del lavoro sono quelle superiori a 35 gradi anche se occorre tenere in considerazione il parametro della temperatura percepita che varia in base al tasso di umidità.
Le altre variabili
Vanno tenute in considerazione anche altre variabili specifiche legate alle temperature estreme come nel caso di lavori in cui è necessario utilizzare dispositivi di protezione che non lasciano traspirare l’aria, oppure occorre utilizzare macchinari il cui funzionamento contribuisce a rendere ancora più elevate le temperature dei luoghi di lavoro. Le normative che sono state introdotte di recente hanno, fra l’altro, ampliato i termini decadenza della presentazione delle domande che sono stati fissati all’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento che ha determinato il ricorso agli ammortizzatori sociali.
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