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‘Le Libere Donne’, la vera storia di Mario Tobino, scrittore e direttore dell’ospedale psichiatrico di Maggiano

'Le Libere Donne', la vera storia dello scrittore Mario Tobino, direttore dell'ospedale psichiatrico di Maggiano

‘Le Libere Donne’, la vera storia di Mario Tobino, scrittore e direttore dell’ospedale psichiatrico di Maggiano
Mario Tobino - Screen raicultura.it

Chi è Mario Tobino

Mario Tobino è stato uno psichiatra ma anche uno scrittore, noto per il suo libro “Le libere donne di Magliano”, da cui è stata tratta la serie televisiva di Rai 1 “Le libere donne”, con l’attore Lino Guanciale che interpreta lo scrittore. Diretta da Michele Soavi, la fiction è composta da tre puntate, con l’ultima andata in onda stasera, martedì 24 marzo 2026. Mario Tobino nacque il 16 gennaio 1910 a Viareggio e morì ad Agrigento l’11 dicembre 1991, dove si trovava per ritirare il premio Pirandello. In un’intervista rilasciata alla Rai a proposito della sua giovinezza, lo psichiatra raccontò che il padre era proprietario di una farmacia a Viareggio ubicata nel Piazzone, circondata da platani. Disse anche che aveva lavorato come garzone in farmacia, un’esperienza significativa, che gli fece capire cosa significava servire. Mario Tobino ha esercitato come medico all’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Lucca, dove ha trascorso 40 anni della sua vita. Anche se non si è mai sposato, nel 1942 incontrò Paola Olivetti in una cena letteraria, che sarebbe rimasta la sua compagna per tutta la vita. E’ quanto riporta Fanpage.it.

La vita di Mario Tobino rivolta alle persone con problemi di salute mentale

Sempre in un’intervista con la Rai, Mario Tobino parlò del legame con i suoi pazienti e disse che quando pubblicò ‘Libere donne’ scrisse che ‘anche i matti sono esseri‘. Oltre a essere psichiatra in un manicomio disse di aver instaurato un’amicizia con i malati di mente. Nel 1931 cominciò a frequentare la Facoltà di Medicina a Pisa, bilanciando gli studi con la scrittura di racconti e poesie. Continuò il suo percorso universitario a Bologna fino a quando, nel 1939, iniziò a lavorare presso l’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Ancona, un’esperienza che avrebbe segnato per sempre la sua vita. Tobino affermava di aver sempre avuto una naturale inclinazione verso le emozioni altrui, ai pensieri degli altri, verso il coinvolgimento e l’identificazione con chi lo circondava, e questo lo avrebbe sostenuto nella sua carriera. Nel periodo che va dal 1940 al 1941, lavorò come medico per le truppe impegnate nella guerra in Africa; questa esperienza sarà narrata nel volume “Il deserto della Libia”, pubblicato nel 1952, dal quale sono stati ispirati i film “Scemo di guerra” del 1985, diretto da Dino Risi e “Le rose del deserto” del 2006 di Mario Monicelli. Tornato in Italia, fu assegnato a un ospedale psichiatrico a Firenze per la convalescenza, dove frequentò Elio Vittorini ed Eugenio Montale.

Il lavoro all’ospedale Maggiano fino alla chiusura dei manicomi

A trasformare la sua vita è sicuramente la sua esperienza a Maggiano, nell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Lucca, dove resterà per più di 40 anni. Dopo diversi anni, dirà di avere una grande passione per la letteratura e il manicomio di Maggiano che gli diede la possibilità di essere libero. “La mia penna è stata sempre pura, non ho mai preso ordini“. L’ospedale fu fondato come ‘Speziale per i Pazzi di Fregionaia (nelle vicinanze dell’attuale frazione di Maggiano) ed è stato creato dalla Repubblica di Lucca nella seconda metà del XVIII secolo. Quando è stata introdotta la legge 180 del 1978, nota come Legge Basaglia, questo manicomio era il più antico in Italia. In seguito divenne parte dell’Unità sanitaria locale, che avviò la fase finale dell’Ospedale fino alla sua chiusura definitiva nel 1999. Tobino ebbe molti contrasti con Basaglia, opponendosi agli effetti sfavorevoli della legge 180. Sul sito della Fondazione a lui dedicata si afferma che il medico e scrittore “non smetterà mai di dolersi per la sorte toccata ai malati di mente, a suo giudizio abbandonati da chi aveva il compito di proteggerli“. Nel 1980 si conclude la sua esperienza a Maggiano, sebbene “l’Amministrazione Provinciale di Lucca, da cui dipendeva il manicomio, gli permette di continuare a utilizzare le stanze – camera e studio – dove ha vissuto per quasi 40 anni.

I libri e il suo contributo alla psichiatria

Tobino combina quindi la sua professione di psichiatra con quella di scrittore, avendo sempre avuto un grande interesse per la letteratura. Nel corso di una cena dedicata alla letteratura, conosce Paola Olivetti, che diventerà la donna della sua vita. Grazie alla sua esperienza come partigiano, scrive il libro “Clandestino” pubblicato nel 1962, con cui conquista il XVI Premio Strega. La sua esperienza all’interno di un manicomio si trasforma nel libro “Le libere donne di Magliano”, che lo affermerà come uno dei più rilevanti scrittori di quel periodo. La sua carriera letteraria continua e nel 1972 riceve il Premio Campiello per “Per le antiche scale”, che è ambientato in un manicomio toscano negli anni ’30, rielaborando la sua esperienza nel campo medico. Nel 1982 fa uscire “Gli ultimi giorni di Magliano”, nel 1984 “La ladra”, nel 1988 “Tre amici” e nel 1990 “Il manicomio di Pechino”.

Quando e dove è morto Mario Tobino

La sua peoduzione letteraria occupa un posto di rilievo nella sua esistenza. Tobino ha ricevuto diversi tra i più prestigiosi riconoscimenti del panorama letterario italiano, e nel 1990 ha ottenuto il Premio Elba grazie alla sua opera “Il manicomio di Pechino”. Questo riconoscimento si aggiunge agli altri, come lo Strega e il Campiello, oltre al Premio Viareggio ricevuto nel 1976 per “La bella degli specchi”. Tobino è scomparso l’11 dicembre 1991, il giorno successivo al ritiro del Premio Pirandello, avvenuto ad Agrigento. La sua tomba si trova nel Cimitero della Misericordia a Viareggio.

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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