Con il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima
Con l’umile e solenne rito dell’imposizione delle ceneri inizia per la Chiesa il periodo di Quaresima che dura 40 giorni e guida i fedeli verso la Pasqua di Resurrezione. Ma quale significato ha questo segno? Il periodo che prende avvio con i Mercoledì delle Ceneri rappresenta un’opportunità per riacquistare consapevolezza della nostra essenza più autentica attraverso elementi chiari: le ceneri, il digiuno, la preghiera e l’atto di carità. E’ quanto riportato da rainews.it.
Mercoledì delle Ceneri, significato e origine
Nella Chiesa Cattolica di rito romano e in altre denominazioni cristiane, il Mercoledì delle Ceneri dà inizio al percorso spirituale che apre la Quaresima. Questo giorno prende il nome dal rito che viene svolto nel corso della Messa, che prevede l’imposizione delle ceneri benedette, ottenute tramite la combustione dei rami d’ulivo della Domenica delle Palme dell’anno precedente, sulla testa dei fedeli da parte del Sacerdote. Tale gesto costituisce un’importante pietra miliare nelle celebrazioni cristiane e porta con sé un duplice significato simbolico. Da un lato, ricorda la fragilità della vita umana, come riportano i noti versetti della Bibbia “Polvere eri e polvere ritornerai”, dall’altro simboleggia il pentimenti dell’uomo nei confronti di Dio e la sua convertita accettazione della Parola del Vangelo. Non è un caso che sia il Sacerdote che esegue l’imposizione delle ceneri, a pronunciare l’invito alla conversione con la frase “Convertiti e credi al Vangelo”.
Digiuno, preghiera ed elemosina
L’astinenza da alcuni alimenti ha origine nell’Antico Testamento. In particolare, si riferisce all’evitare la carne, la cui esclusione era considerata utile per combattere i desideri materiali e favorire la vita ascetica. Il digiuno è legato alla preghiera e alla carità, rappresentando tre aspetti fondamentali nella pratica della penitenza della Chiesa. Il significato del digiuno è inserito nel concetto di penitenza, che il credente vive sia fisicamente che spiritualmente. S’impegna a vivere il corpo con moderazione, mentre rinvigorisce lo spirito, creando un legame di solidarietà con gli altri. Come indicato dalla Conferenza episcopale del 1994, il digiuno dei cristiani trae la sua essenza dal significato originale , cioè in Gesù. Il Signore non obbliga a praticarlo, ma sottolinea la sua importanza nella lotta contro le forze del male: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4). La tradizione stabilisce un solo pasto al giorno.
L’astinenza dalle carni
Il precetto cattolico vieta il consumo di carne nei “giorni di magro”, che includono il venerdì e altre date specifiche. Durante il periodo di astinenza, il pesce è consentito, il che spiega perché molte persone nei Paesi a maggioranza cattolica tradizionalmente mangiano pesce di venerdì. Questo giorno rappresenta un chiaro riferimento alla Passione di Cristo. Il Codice di diritto canonico del 1917 stabiliva che l’astinenza fosse da osservare in ogni venerdì dell’anno, con poche eccezioni. La pratica di astenersi dalla carne doveva cominciare a partire dai 7 anni. Anche se ci sono state alcune modifiche nel tempo, il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo, richiedono ancora digiuno e astinenza, mentre per il Sabato Santo è solo raccomandato. L’obbligo di astenersi dal mangiare la carne inizia a partire dai 14 anni compiuti. I fedeli possono essere esonerati dal digiuno e dall’astinenza in determinate circostanze, come in caso di malattia. Il digiuno è richiesto a partire dai 18 anni e termine al compimento del 60° anno. E’ necessario anche astenersi da cibi e bevande che siano considerati eccessivamente elaborati e costosi.
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