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Pensione a rischio se non si risponde a una lettera dell’INPS? Ecco quando può accadere

Quando viene richiesto un aggiornamento dei dati o una documentazione integrativa, occorre riscontrare tempestivamente la richiesta: ecco i rischi che si corrono

Pensione a rischio se non si risponde a una lettera dell’INPS? Ecco quando può accadere
Inps, Isee- Foto Inps.it

Non rispondere ad una richiesta dell’Inps può dare luogo alla sospensione della prestazione: ecco gli errori da non commettere

Non rispondere alle comunicazioni dell’Inps può davvero costare caro. Non sempre le comunicazioni che invia l’istituto di previdenza ai pensionati italiani hanno una finalità informativa. Ci sono casi in cui le missive possono contenere delle richieste formali alle quali il pensionato deve rispondere celermente per non perdere dei diritti acquisiti o addirittura per non vedersi sospesa la prestazione.

Le tipologie di comunicazioni dell’Inps

E’ sempre opportuno fare una dovuta distinzione tra le comunicazioni informative che l’Inps invia periodicamente ai contribuenti e le richieste che richiedono un comportamento attivo e una risposta rapida. In linea generale le comunicazioni dell’ente di previdenza attengono a esiti di domande, comunicazioni informative o aggiornamenti sulla posizione previdenziale. In determinati casi possono anche contenere richieste di integrazione documentale. In questo caso i pensionati sono tenuti a riscontrare tali richieste adoperandosi per inviare le certificazioni richieste per non correre il rischio di vedersi sospesa la pensione.

Gli errori da non commettere

Le lettere che invitano il destinatario a trasmettere documenti, chiarimenti o ulteriori informazioni non devono mai essere ignorate. E’ un errore quello di dare per scontato che una lettera dell’Inps contenga solo informazioni di routine. Spesso si tende a non aprire le lettere per lungo tempo pensando che si tratti solo di comunicazioni irrilevanti, ma può anche capitare che l’INPS richieda al pensionato delle apposite documentazioni o la conferma ufficiale di determinate informazioni.

Le comunicazioni da riscontrare

Quando la richiesta dell’Inps attiene ad una verifica dell’esistenza in vita, all’aggiornamento di dati personali o l’integrazione di documentazione mancante, occorre sempre rispondere nel minor tempo possibile. Questo non vuol dire che la mancata risposta comporti automaticamente il blocco dell’assegno, ma in ogni caso non rispondere potrebbe comportare dei problemi concreti sulla gestione di quella specifica prestazione. Tali comunicazioni possono giungere attraverso posta ordinaria oppure mediante i servizi online dell’INPS. Per questa ragione è sempre opportuno consultare periodicamente il proprio fascicolo previdenziale controllando che non siano state inviate delle comunicazioni nella propria area riservata. Se non si riesce a comprendere il contenuto di una richiesta, è sempre opportuno rivolgersi ad enti specializzati come CAF o Patronati per chiedere i dovuti chiarimenti.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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