Ecco come funzionerebbe il nuovo sistema che consentirebbe di andare in pensione anticipatamente anche ai non contributivi puri
La prossima mossa del governo a livello previdenziale potrebbe essere quella di introdurre nuovi meccanismi di uscita anticipata dal mondo del lavoro. La prossima legge finanziaria, infatti, potrebbe contenere nuove forma di flessibilità in uscita che potrebbe consentire a migliaia di lavoratori di lasciare il lavoro anche a 64 anni e comunque prima dei 67 anni. A parlare di questa nuova misura è stato il sottosegretario al Lavoro della Lega, Claudio Durigon, in un’intervista concessa al Quotidiano Nazionale.
La flessibilità aperta anche ai contribuenti con sistema misto
Il governo punta ad offrire, anche a chi ha versato contributi con sistema misto, la possibilità di andare in pensione con largo anticipo rispetto ai 67 anni previsti col regime ordinario. L’attuale sistema offre questa possibilità solo a chi ha versato contributi dopo 1996, vale a dire i cosiddetti contributivi puri. Come ha spiegato Durigon si tratta di un percorso di maggiore flessibilità in uscita.
I requisiti contributivi richiesti
Per poter andare in pensione a 64 anni, chi ha versato contributi anche prima del 1996 dovrà fare un piccolo sacrificio economico. Dovrà infatti accettare che l’assegno pensionistico venga ricalcolato totalmente con il sistema contributivo. Pertanto andrà incontro ad una riduzione dell’importo mensile rispetto al calcolo misto. Per questi contribuenti verrebbe applicata una soglia minima di 25 anni di versamenti contributivi per andare in pensione anticipatamente, a differenza dei 20 anni richiesti per i contributivi puri.
Le incognite da sciogliere
Un altro dei nodi che il governo dovrà sciogliere riguarderà l’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita. Dal 2027 l’incremento dei requisiti anagrafici prevederà un mese in più per andare in pensione, mentre due dei tre mesi complessivamente previsti entro il 2028 potrebbero essere temporaneamente bloccati, anche se serviranno ulteriori risorse per poter finanziare il rinvio. Anche l’estensione della pensione a 64 anni comporterà ulteriori esborsi per le casse dell’erario che necessiteranno di ulteriori coperture.
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