Questo sito contribuisce alla audience di Il Messaggero

Martedì 20 Gennaio
Scarica la nostra app
Segnala

Pensione di reversibilità, novità in arrivo: ecco come cambia l’importo dell’assegno. I dettagli

Novità in arrivo sulla pensione di reversibilità: ecco come cambia l'importo dell'assegno. I dettagli

Pensione di reversibilità, novità in arrivo: ecco come cambia l’importo dell’assegno. I dettagli
Foto PIXABAY

Novità per chi percepisce una pensione di reversibilità

Novità per chi riceve una pensione di reversibilità: quest’anno, in effetti, l’ammontare è previsto subire delle modifiche. Le nuove regole possono influenzare diversamente a seconda della composizione della famiglia e delle condizioni economiche del ricevente: così le cifre assegnate a chi le riceve non solo cambiano negli importi ma anche nelle modalità di distribuzione. Ecco ciò che importante sapere, come riportato da tg24.sky.it.

Tagli sugli assegni, a chi vengono applicati

Uno degli aspetti più sensibili riguarda il sistema dei tagli sulle pensioni di reversibilità, che è stato riformulato in base al nuovo trattamento minimo, attualmente fissato intorno ai 611 euro al mese. L’aumento di questo valore porta a una revisione automatica delle soglie di reddito necessarie per ricevere l’assegno senza subire penalizzazioni. Rimangono in vigore tre fasce di abbattimento, ma con valori aggiornati che influenzano significativamente le valutazioni sul reddito familiare:

– abbattimento del 25% oltre i 23. 862,15 euro all’anno;

– diminuzione del 40% sopra i 31. 816,20 euro all’anno;

– riduzione del 50% oltre i 39. 769,25 euro all’anno.

Gli esclusi

La legge dice che avere altri guadagni non penalizza le famiglie che hanno figli sotto i 18 anni, studenti che hanno bisogno di soldi dai genitori o persone con disabilità. In queste situazioni, l’assegno di reversibilità può essere preso tutto intero, senza alcuna diminuzione. Un altro punto importante arriva dalla giurisprudenza. Nella decisione numero 162 del 2022, la Corte costituzionale ha confermato che le riduzioni sono valide, ma ha stabilito una regola chiara: la trattenuta non può essere maggiore dei guadagni legati alla riduzione. In altre parole, quanto viene tolto dalla pensione non può mai superare le entrate che si ottengono da altri redditi, per proteggere le persone da riduzioni troppo alte e mantenere il sistema previdenziale giusto.

Attenzione agli adeguamenti Istat

Un elemento frequentemente dimenticato è l’impatto delle modifiche Istat: l’aumento nominale dei guadagni può portare a un trasferimento a una categoria più sfavorevole, con effetti diretti sull’importo da erogare. Per questa ragione, gli esperti raccomandano di esaminare in anticipo la documentazione fiscale e considerare soluzioni che prevengono diminuzioni imprevedibili.

Come crescono gli assegni

Sul fronte degli aumenti, nel 2026 si prevede una rivalutazione dell’1,4% per gli importi che non superano quattro volte il minimo, riducendosi al 90% per le somme comprese tra 4 e 5 volte il minimo e al 75% per le fasce superiori. Per quanto concerne la reversibilità, l’adeguamento non si applica direttamente alla quota del superstite, ma piuttosto alla pensione originaria del defunto, che verrà poi suddivisa tra i diversi beneficiari. Questo procedimento genera effetti variabili sulle singole quote. Ad esempio, in una pensione che aumenta da 1. 000 a 1. 014 euro, il coniuge avente diritto al 60% riceve un incremento di circa 8,40 euro, mentre un figlio al 20% ottiene poco meno di 3 euro. Lo stesso principio si applica anche a tredicesima, quattordicesima e integrazioni al minimo.

Cosa cambia per l'”incremento al milione”

Una novità significativa riguarda l’aumento della maggiorazione sociale, conosciuta come “incremento al milione”, che aggiunge all’importo base circa 20 euro, potenzialmente portandolo a 768,30 euro prima della distribuzione. In un normale schema, ciò si traduce in circa 461 euro per il coniuge e 154 euro per ciascun figlio. Inoltre, per gli assegni che sono al di sotto del minimo, è prevista una doppia rivalutazione: prima una rivalutazione standard e successivamente una straordinaria dell’1,3%. Un importo di 500 euro, per esempio, può aumentare oltre i 513 euro prima della divisione, assicurando un recupero più ampio per i trattamenti inferiori.

La percentuale di ripartizione tra coniuge e figli

Il sistema delle aliquote rimane legato a percentuali consolidate, che regolano l’assegno in base alla composizione della famiglia. Il coniuge riceve il 60% della pensione, che aumenta all’80% se c’è un figlio e raggiunge il 100% con due figli. Se il coniuge non è presente, un figlio ha diritto al 70%, due al 80% e tre o più al 100%. Tuttavia, nel 2026, ogni intervento di aggiornamento rende i calcoli più reattivi e flessibili: ogni aumento sull’importo di base provoca un ricalcolo preciso delle quote.

Attenzione alle cifre

Nei primi mesi dell’anno, sarà fondamentale controllare attentamente gli importi erogati dall’Inps, dopo aver recepito gli adeguamenti Istat e le aggiunte previste dalla Legge di Bilancio. Nei casi in cui ci siano più superstiti in una famiglia, la ripartizione degli incrementi può dare luogo a variazioni evidenti nel budget mensile. Anche se le norme sono matematicamente esplicite, le situazioni familiari complesse spesso richiedono analisi personalizzate: per questo motivo, avere una comprensione approfondita del funzionamento delle quote pro rata diventa uno strumento chiave per pianificare le entrate.

 

La nostra newsletter!

Ricevi gli aggiornamenti e le ultimissime
su Meteo e Scienza via mail!

ISCRIVITI ORA!

Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

SEGUICI SU:

Ultima Ora

Ultima Ora Terremoto