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Pensione di vecchiaia contributiva per chi ha versato pochi contributi: come funziona e a chi spetta

Si tratta di un sistema applicabile solo ai contributivi puri, vale a dire a quei lavoratori che hanno versato i primi contributi dopo il primo gennaio 1996

Pensione di vecchiaia contributiva per chi ha versato pochi contributi: come funziona e a chi spetta
Pensionati

Ecco come funziona la Pensione di vecchiaia contributiva e quali sono i requisiti per poterla richiedere

Non tutti i lavoratori riescono a fine carriera a mettere da parte una quantità sufficiente di contributi per poter andare in pensione con il sistema ordinario. In presenza di una carriera discontinua ed interrotta da frequenti licenziamenti o da contratti precari, arrivare a 67 anni con versamenti ridotti dal punto di vista contributivo è molto frequente. Per questa ragione il sistema previdenziale italiano prevede la cosiddetta “Pensione di vecchiaia contributiva”.

Di cosa si tratta

Si tratta di un sistema applicabile solo ai contributivi puri, vale a dire a quei lavoratori che hanno versato i primi contributi dopo il primo gennaio 1996. In questo caso è sufficiente aver versato contributi per cinque anni, avendo raggiunto i 71 anni di età per poter percepire la pensione di vecchiaia contributiva. Con le cosiddette Deroghe Amato che sono state introdotte col decreto legislativo 503 del 1992, sono stati applicate delle eccezioni alle regole per andare in pensione con una quantità di contributi ridotta. La deroga prevede, in presenza di determinati circostanze, di poter andare in pensione con soli 15 anni di contributi versati per chi ha raggiunto l’anzianità anagrafica.

Gli altri sistemi per andare in pensione con contributi ridotti

Il decreto prevede anche la possibilità di andare in pensione con 25 anni di anzianità assicurativa e almeno dieci anni lavorati parzialmente, avendo maturato i requisiti di anzianità. Chi ha versato contributi in maniera discontinua può fruire dei benefici applicati alla gestione separata con cui è possibile unificare i versamenti tramite il computo contributivo. In questo caso è possibile accedere alla pensione di anzianità con 15 anni di contributi.

Opzione Dini e Assegno Sociale

L’Opzione Dini invece consente di calcolare interamente il contributo dell’assegno a patto che si abbiano almeno 15 anni complessivi di contributi versati con un minimo di un anno di contributi versati prima del 1996 e 5 anni di contributi dopo questa data. Qualora non si maturassero i contributi per la pensione di anzianità contributiva, è possibile percepire una prestazione vitalizia che viene destinata a chi ha almeno 67 anni e si trova in condizioni economiche difficili. Si tratta dell’Assegno Sociale che viene erogato dallo Stato in presenza di determinati requisiti reddituali e della residenza stabile in Italia. Nel calcolo dell’assegno possono essere inclusi eventuali contributi che sono stati versati in via figurativa o il riscatto della laurea. L’assegno sociale attualmente è pari a 611,85 euro.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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